Semplice, radicale, universale
L'evangelizzazione è sempre annuncio di una novità: la novità di Gesù Cristo. La semplicità emerge a ogni passo della riflessione di don Maggioni; ne costituisce la vera spiritualità, la tela di fondo. È una semplicità che fa rima con radicalità. Non potrebbe essere diversamente, perché tutto l'argomentare di don Maggioni è inerente al vangelo e al servizio del vangelo.
Una semplicità che non ha nulla a che fare con la facilità, perché è frutto di ascesi, di lavoro interiore e di studio, e si manifesta come equilibrio tra conoscenza biblica e capacità di dire il vangelo oggi nella storia agli uomini, in modo comprensibile a tutti, colti e ignoranti.
La semplicità è universale: raggiunge tutti, parla la lingua dello spirito, annuncia a tutti senza distinzione l'opera di Dio, proprio come avvenne nel giorno della Pentecoste. La semplicità è universale come è universale la Bibbia. Universale è la Buona Notizia destinata a ogni uomo, come universale è l'Amore di Dio e la misericordia di Gesù. L'universalità è uno dei fili che rivelano la sua qualità di uomo, non solo innamorato del vangelo, ma anche mosso dalla compassione per l'uomo e dall'anelito per la comunità riconciliata.
Don Maggioni situa la nuova evangelizzazione nell'orizzonte dell'essenzialità evangelica, fuori dalla quale essa rischia di vedersi impoverita in prospettive prevalentemente sociologiche o culturali o pastorali.
Anche in chiesa, la domenica, un prete deve fare una spiegazione del vangelo che serva alla conversione di quella gente; ma nella conversione di quella gente c'è che appena uscita di chiesa deve fare un servizio agli altri. Se no, è inutile. Perché la gente che va in chiesa è tanta, non è poca, anche se se ne infischia degli altri.
La semplicità del Maggioni è anche quella con cui egli pone l'oggi della chiesa e della storia davanti alla Parola di Dio.
E riesce a farlo senza cadere in attualizzazioni banalizzanti. Ma sempre facendo seguito alla Parola che ha la sua forza nella mitezza.








