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L'Annuncio: Abbiamo qualcosa da dire

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Qualche tempo fa c'è stato un incontro a Como, cui hanno partecipato in tanti (ma io non c'ero). Una persona mi ha riferito: "Don Bruno, stiamo andando indietro a vista d'occhio. Perché c'è ancora l'idea: «Con questi sì, con quelli no! Se si costruisce una scuola in Africa, è per aiutare i bambini che si convertono; non per aiutare i bambini dei musulmani eccetera...». Questa idea ci fa andare mille anni indietro! Qualcuno ha fatto presente che don Bruno invece sostiene che «Dio vuol bene anche ai musulmani»; ma hanno subito reagito...".

Ne sono convinto e lo ripeto. Sì, Dio vuole bene anche a loro. E tu che sei un cristiano devi dimostrarlo e devi voler bene anche a loro!

"Tu da che parte stai?"

Ricordo due medici missionari di Milano, giovani e simpatici, che tornati in Italia, la prima domanda che hanno loro fatto è stata: "Quanta gente avete convertito?". Hanno risposto: "Nessuno". E la gente: "Ma allora cosa siete lì a fare?". "Siamo medici e cerchiamo di guarire i malati; vedono l'esempio e la gente ci vuole bene", rispondono i due giovani medici. "Non capite che c'è una differenza fra noi e loro? Se ci mandate delle medicine per i bambini, noi le usiamo per i bambini malati cattolici e per i bambini malati musulmani. Cosa che loro non faranno mai. Questa è la vera differenza tra cristianesimo e islam; e non perché uno fa il segno della croce e l'altro no".

Ricordo anche un altro episodio avvenuto durante un convegno di religiose in un paese di missione. Mi dicevano alcune suore che, quando tornavano in Italia, la gente voleva sapere: "da che parte stai, da che parte non stai...". Anche ai missionari rivolgevano la domanda: "ma tu sei di destra o di sinistra?". I missionari rispondevano come potevano... Anche a me hanno chiesto: "lei, cosa ne dice, di che parere è?".

La via per migliorare il mondo

Ma Gesù Cristo perché è venuto al mondo? È o non è venuto per tutti? È o non è morto per tutti? O solo per i cattolici? Che poi, uno vada in paradiso o no, non sta a me dirlo. Il nostro Dio ci lascia liberi; non ci costringe con la forza. Abbiamo la libertà di fare il bene; e se c'è il male nel mondo, lo facciamo noi.

Io aggiungo che l'amore lascia sempre liberi. Se non lascia liberi non è amore. È un grande mistero! C'è da meravigliarsi come Dio, pur essendoci al mondo tanto male, lo lasci così. Però ci ha indicato la strada per farlo andare bene.

La croce di Cristo ha lo scopo di farci vedere come vivere nel mondo, se vogliamo farlo andar bene, se vogliamo vincere il male. Ci diranno che così non faremo mai carriera! Anche Gesù non ha fatto carriera: l'hanno messo in croce, ma ha fatto vedere che si risorge! Uno che vuole far carriera e dominare sugli altri a tutti i costi, non so se risorgerà: io spero di no; e comunque sono affari suoi... Sono cose ovvie, ma si dimentica di dirle, perché abbiamo una concezione un po' sbagliata.

Il nucleo del nostro annuncio

Al di fuori del mondo cosiddetto "occidentale" - in Africa, Asia e America latina - c'è un senso religioso naturale: vedono le cose in rapporto a Dio e hanno un forte senso di spiritualità, che noi non abbiamo più. In questo contesto, che senso ha per i missionari "andare a predicare il vangelo"?

La risposta è semplice e importante: loro avranno una loro spiritualità; ma il nostro compito è di dire come è fatto il Dio in cui crediamo. Punto e basta! I musulmani difficilmente diranno, "il nostro Dio vuole bene a tutti gli uomini in modo uguale". Non lo diranno, perché credono che Allah vuole bene a loro, e sono disposti a tutto per farlo trionfare. Fino a poco tempo fa, anche noi ragionavamo così...  La verità è che il nostro Dio è Amore. Quindi il nostro compito è dire: "Noi crediamo in Gesù Cristo, che è vissuto così, che ha fatto questo e ha detto quest'altro. Ecco il punto principale del nostro "annuncio".

Quello che Dio fa per noi...

La prima notizia del vangelo non riguarda ciò che noi dobbiamo fare per Dio, ma ciò che Dio fa per noi; e da lì noi capiamo chi egli è. Gesù ci rivela il vero Dio: è diventato uomo per farci vedere come un uomo deve guardare Dio. Nel vangelo ci sono dei testi formidabili. Ad esempio, il pastore in cerca della pecora smarrita. La parabola non dice niente di ciò che la pecora deve fare per farsi trovare. Racconta, invece, ciò che fa il pastore per trovarla.

Per convertire la gente, io devo annunciare ciò che Dio fa per loro; devo spiegare cosa vuol dire essere uomini secondo Gesù Cristo. Io sono qui ad annunciarti il mio Dio, perché io sono contento di lui (e forse sei contento anche tu!).

Ed è un Dio liberante: non è venuto a farti soffrire per andare in paradiso. Credendo nel vangelo, tu vivi meglio anche nel mondo.

Un Dio... "capovolto"

Amore è che volendo bene all'altro, lo servi. Gesù dice questo: "Non sono venuto per farmi servire, ma per servire". Non è un Dio capovolto? Se viene Dio, noi dobbiamo metterci a servirlo. Invece, no. Dio è venuto per servire noi. (Spero che lo capiscano anche certi vescovi e cardinali... e si rendano più accessibili!). Quando il vangelo parla di "servizio", intende il rapporto vicendevole fra di noi: se uno ha fame, Dio lo aiuta; ma tocca a me aiutarlo, se voglio testimoniare Gesù Cristo. Altrimenti come fa l'affamato a vedere Gesù Cristo?

Dobbiamo capire - ed esserne convinti - che amare gli altri, servirli nei loro bisogni, è il massimo della nostra gloria. Non è una gloria "trionfale", che non permette di vedere Dio. Amare servendo gli altri è anche il modo che noi abbiamo per far vedere Gesù Cristo. Come lui ci ha fatto vedere Dio amando, così anche noi: questa è la nostra potenza e la nostra spiritualità.

Ognuno può ragionare a modo suo. Ma se voglio dare testimonianza a Dio - come cristiano e come missionario - devo fare cose normali che fanno vedere il servizio, senza preoccuparmi di far vedere lo splendore di Dio.

Lo splendore di Dio è l'Amore!



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