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Scuola di missione: Come approfondire i rapporti con gli amici

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Appunti di spiritualità missionaria /7

Per esperienza sappiamo che gli inizi di un rapporto sono più facili. Ci si incontra, ci si saluta con entusiasmo, ed è subito festa... Ma dopo un po’ non si sa più di cosa parlare. C'è il rischio di annoiarsi. Così può accadere tra marito e moglie, tra parenti e amici. All’inizio, i rapporti sono sostenuti dalla novità, da sogni e desideri che ciascuno ha nel cuore, dall'interesse per il mondo dell’altro... Il tempo che passa smorza questi entusiasmi iniziali e ci ripropone la fatica quotidiana di rapportarci con persone di cui sappiamo - o ci sembra di sapere - praticamente tutto.

Così può avvenire anche con gli amici di cui abbiamo parlato la volta scorsa. Al fascino iniziale subentra un certo grigiore. Scopriamo anche nell'altro la nostra stessa stanchezza, i nostri stessi problemi. Non solo: il nostro progetto missionario si scontra con i tempi lunghi di ogni persona; forse, anche con il suo disinteresse o rifiuto. A questo punto ci può essere la tentazione di lasciar stare. Invece, è proprio a questo punto che dobbiamo rilanciare la volontà di andare avanti, a costruire e approfondire la nostra amicizia.

Dove prendere la forza, le risorse, le idee? Dalla comunione.

In realtà, noi siamo come ambasciatori di un’Altro. Dietro di noi, dentro di noi, ci sono le risorse e la potenza dello Spirito. Noi apparteniamo al regno di Dio, alla chiesa terrena e celeste. Da questa situazione e percezione deriva la nostra forza. È una comunione con due dimensioni: il nostro rapporto con Dio e il nostro rapporto con la comunità. Questa volta parliamo del rapporto con Dio.

È stato Dio a spingerci verso quei fratelli e quelle sorelle, a suggerirci i modi per diventare loro amici. Ora che li conosciamo di più, è tempo di fare qualche progetto su di loro. Ma quale progetto? Quello che Dio sta pensando e desiderando per loro. Occorre che troviamo il modo di vedere in Dio queste persone; di immaginare quello che lui vorrebbe per loro oggi, in questo momento della loro vita; e anche in vista del futuro.

È incredibile, ma essi diventano quello che scopriamo e desideriamo in loro. Dialogando con Dio, ricaviamo la percezione di ciò che lui ha in mente per loro. E troviamo anche la forza di cooperare con lui per realizzare il suo progetto. La nostra amicizia profonda porterà a questo: far emergere la presenza e il disegno di Dio su di noi.

Ecco il compito a casa: facciamo ai nostri amici qualche domanda che riguarda il loro mondo interiore: le gioie e speranze, la sofferenza, gli affetti e le separazioni... Ma attenti a entrare delicatamente e con rispetto nel loro mondo interiore. Far loro scoprire, con il nostro interesse, che la vita della loro anima è la cosa più importante.

Noi possiamo diventare la banca in cui essi depositano le loro ricchezze. Che noi cerchiamo di custodire e far fruttare.



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