Eucaristia è missione: L’eucaristia irradia amore
La vita cristiana, nutrita e corroborata dall’Eucaristia, è irradiazione; ma non deve rimanere circoscritta al ristretto ambiente della famiglia. È una forza irrompente che ha bisogno di un più vasto campo: dalla famiglia deve estendersi alla società, per santificarla. L'ora attuale non è lieta, non è del tutto rassicurante. Ma noi non dobbiamo temere. Noi abbiamo il segreto della vita e della risurrezione. (Beato Guido Conforti)
Otto luglio 2005. Sto meditando su questa frase del Conforti, quando vengo interrotto dal ragazzo in motoretta che mi porta il giornale. Leggo in prima pagina: “Terror mata 38 em Londres” - il terrore uccide 38 a Londra. Diventano tragicamente attuali le parole del Fondatore: “L'ora attuale non è lieta, non è del tutto rassicurante...”. Si riferiva alla “inutile strage” della prima guerra mondiale. Ma c’è una strage che sia utile? Anche noi oggi siamo nel mezzo di un grande cataclisma. Ricordo il giornale dell’altro ieri, la notizia in ultima pagina: “Attacco degli Stati Uniti uccide 17 civili in Afghanistan. Ogni morte violenta è strage; ogni violenza è inutile. Non può costruire la pace. Purtroppo queste notizie si moltiplicano, in prima o in ultima pagina, poco importa. Gli uccisi sono uccisi!
Mi sento impotente e ritorno alla mia meditazione. “L’Eucaristia é irradiazione... È una forza irrompente che ha bisogno di un più vasto campo: dalla famiglia deve estendersi alla società, per santificarla”. L’Eucaristia è sacrificio di sé; non degli altri. È pane per la vita altrui. È presenza silenziosa e paziente; è progetto di vita in comunione; è festa di fratelli seduti alla stessa mensa, offerta dal Padre. In un angolo dello stesso giornale leggo che papa Wojtyla avrebbe scritto a chi aveva tentato di ucciderlo: “Perché mi hai sparato, se noi due crediamo in un unico Dio?”.
Conforti invita a tornare all’Eucaristia, che non significa soltanto andare a Messa. Tornare all’Eucaristia è un progetto di vita, di fraternità; un progetto di perdono e di pace. È tornare al “capolavoro della sapienza, della potenza e sopratutto dell’amore infinito di Dio”. Conforti aggiungeva: per la forza dell’Eucaristia “gli uomini si ingentiliscono e ritrovano la mitezza; in questo sacramento tutti si sentono fratelli, i grandi e i piccoli, i padroni e gli operai, i governanti e i governati”. Alla scuola di questo “amore infinito” comincia “quella pacificazione piena che è la prima condizione indispensabile di ogni ricostruzione sociale; quella vera e propria rigenerazione che consiste nel ritorno della società a Cristo e nel ritorno di Cristo alla società”.
Se coloro che si dicono cristiani seguissero il cammino di Cristo, saprebbero perdonare e amare anche quelli che non hanno il dono di conoscere e credere nell’amore e nel perdono, che Cristo ha annunciato e vissuto fino alla morte.
Qui sta il “segreto della risurrezione” delle persone, delle famiglie, della società.








