Saveriani protagonisti in Giappone da 75 anni
Paese di cultura antica, il Giappone incontra il cristianesimo per la prima volta con San Francesco Saverio, missionario gesuita e Patrono dei Saveriani. Arriva nel 1549 a Kagoshima e subito si mette a studiarne la lingua, a cercare la mediazione con i responsabili civili e religiosi. È con lui che inizia la storia del cristianesimo giapponese. Dopo alcuni decenni, sono molti i fedeli del Vangelo, soprattutto nel sud del paese. Le autorità locali (shogun) vedono però il cristianesimo come una minaccia e nel 1614 viene proibito e inizia la persecuzione. Nascono i “kakure kirishitan”, cristiani nascosti che mantengono la fede in segreto per oltre 250 anni, scrivendo una storia unica della vita della cristianità. La libertà di culto sarà concessa solo a partire dal 1873 e ancora gradualmente. La totale libertà religiosa giungerà solamente dopo il 1945 con la nuova Costituzione. È in questa scia che si inseriscono i missionari Saveriani che arrivano in Giappone nel gennaio 1949, fuggendo dalla Cina, contribuendo così alla ricostruzione del Paese con l’annuncio del Vangelo.







