Riflessioni davanti all’Edicola
Piccoli, ma credibili
È una riflessione che faccio ogni mattina quando vado all'edicola, che non è un'edicola eccezionale, eppure espone al pubblico di tutte le età centinaia di testate di riviste, a livello popolare, sui più svariati argomenti: politica, economia, commercio, casa, foto, cinema, TV, moda, animali, turismo, storia, sport, lavoro, hobbies. Per pudore e per non perdere certi clienti, in fondo, non accessibile a tutti, ci sono le cosiddette riviste per un pubblico adulto.
Nel raggio di un centinaio di metri di queste edicole ce ne sono altre quattro a contendersi il ricco mercato della carta patinata.
Tante e ben fornite eppure non sono che le bancherelle del settore stampa, la più umile del grande colosso dell'informazione. Pianeti artificiali girano attorno alla terra solo per trasmettere con le loro potenti antenne miriadi di informazioni alle tante antenne disseminate sul nostro pianeta, e da qui giungere ai nostri apparecchi radio, TV, Internet, E-mail.
Quante notizie poi corrono da un individuo all'altro via telefono, fax e i cellulari ormai appiccicati come protesi a tutte le orecchie, ovunque si trovano. Nel recente passaggio al nuovo Millennio, a terrorizzare la gente, non era più la superstizione, ma la informazione stessa che con un semplice "baco" poteva mettere in crisi il sistema e tutto ciò che ci circonda, perché tutto (sanità, difesa, economia, commercio, mezzi di trasporto, giustizia) è ormai strettamente dipendente dal computer.
Dicono che il computer è una macchina "semplicemente stupida" perché nulla fa senza che le venga ordinato o imposto. E il pericolo è proprio questo: che chiunque, specie chi ha il potere di dominarlo, senza scrupoli, può farne a proprio capriccio, uno strumento per sperare o spaventare: stravolgere le quotazioni in borsa, orientare la politica, imporre una moda, insinuarsi nelle coscienze per dettare ciò che è buono o male, o nelle menti per stabilire ciò che è falso o vero.
Si parla persino di processi per delitti di monopolio di informazione e contemporaneamente di matrimoni di interesse tra le più grandi potenze di informazione. Per cui questo "giornalino" che avete tra mano (che però merita ogni rispetto per aver raggiunto la bella età di 50 anni e si diffonde per l'Italia in oltre 104.000 copia) che forza può avere nell'opinione pubblica?
Ricordo l'affermazione categorica di un professore ad una lezione di università: "I giornali locali, i bollettini parrocchiali, sono i più potenti perché sono gli unici a non poter dire bugie". E rivolgendosi a noi missionari aggiungeva: "E i vostri bollettini sono potenti perché oltre a dire la verità hanno anche la potenza della universalità di informazione, fatta non da occasionali inviati speciali, ma da umili, anonimi corrispondenti che da una vita conoscono e vivono le più svariate esperienze su tutta la faccia della terra".
Forse proprio per questo, dopo qualche decennio da quella affermazione, è nata MISNA (Missionary Service News Agencie; con tanto di sito Web: www.misna.org). La sua serietà si è dimostrata negli ultimi avvenimenti che hanno sconvolto l'Africa e l'Asia: le grandi Agenzie che volevano diffondere notizie fresche e vere, si rivolgevano e si rivolgono alla MISNA.
E "Missionari Saveriani" con tutta le sua modestia arriva in casa vostra proprio con la forza del Vangelo nel mondo, di cui si fa eco. Seguirlo dà sicurezza, diffonderlo è apostolato. Coraggio!








