Ricordando Claudio Mantovani, “Padre Sorriso”
Il 14 settembre 2020 p. Claudio se ne è andato quasi in punta di piedi, come se non volesse disturbare. Quando, quattro giorni prima, l’ho accompagnato fino al portello dell’ambulanza, prima che vi entrasse disteso sulla barella, l’ho salutato tracciandogli un segno di croce sulla fronte e augurandogli scherzosamente: “Fa il bravo, così ci rivediamo presto”. Con un piccolo sorriso mi ha risposto: “Bravo, sempre! Per il resto, il Signore sa”.
Il Signore però aveva disposto altrimenti: anziché farlo ritornare guarito tra di noi, l’ha orientato al cielo. E ciò con grande sgomento sia mio, giacché la sera precedente ci eravamo parlati normalmente al cellulare, sia dei medici che, come mi hanno poi riferito, lo vedevano reagire bene alle cure. Invece, dopo la TAC della tarda mattinata, p. Claudio ha avuto un tracollo improvviso e inarrestabile, tanto che, nel primo pomeriggio, dopo una breve agonia, ha spiccato il volo per ritornare al Signore, al quale aveva consacrato la sua vita.
Una vita, in realtà, molto intensa e dinamica, caratterizzata sempre da mitezza, serenità e fiducia nella Provvidenza. Infatti, il suo costante intercalare, sia nelle conversazioni che nelle omelie, e fin sulla barella dell’ambulanza, era: “Il Signore sa e provvederà”. Questa amabile presenza della Provvidenza l’ha scoperta e seguita fin dalla giovinezza. In quel di Carpi (RE) egli aveva appena iniziato ad esercitare la sua professione di tornitore meccanico, certamente sognando di crearsi una bella famiglia, quando, sentendo viva nel cuore la chiamata del Signore alla vita missionaria, lasciò subito mestiere e familiari per entrare nell’Istituto missionario dei Saveriani di Parma. Là, dopo i necessari anni di formazione e di studio, fu ordinato presbitero il 27 settembre 1970. In seguito, sempre docile e disponibile, iniziò a donare la sua vita al progetto del Signore, che l’ha inviato ad annunciare il Vangelo sia in Asia sia in Italia, alternando tempi e luoghi.
Destinato all’Asia, nel 1975 p. Claudio arrivò in Bangladesh, e là si spese generosamente lavorando in varie missioni: 8 anni come viceparroco a Baniarchok, 4 anni a Bhabarpara, altrettanti a Khulna, 2 anni a Shimulia ed infine 1 anno a Shelabunia. Oltre al quotidiano ministero liturgico-pastorale, la sua attività sociale riguardava settori importanti, quali il dialogo interreligioso con l’islam, l’organizzazione di attività artigianali (cucito e ricamo) per ragazze e donne povere, iniziative per l’istruzione dei ragazzi, opere di utilità sociale, ecc. Migliaia sono i bengalesi che hanno beneficiato ampiamente dell’opera evangelizzatrice ed umanitaria che p. Claudio, a lode del Signore Gesù, ha svolto con semplicità e dedizione nei suoi quasi 20 anni di missione in Asia.
Altrettanto si può dire dell’intenso lavoro svolto anche in Italia. Sempre disponibile a ogni richiesta di servizio liturgico-pastorale nelle parrocchie, egli non si è risparmiato nel soccorrere tante persone in crisi esistenziale o religiosa, bisognose di un filo di speranza tra le tante difficoltà della vita o in cerca di un rilancio del proprio cammino di fede. Questo delicato lavoro spirituale non era meno prezioso e vitale di quello caritativo-umanitario svolto tra i poveri del Bangladesh. Lasciando ovunque un bel ricordo della sua bonarietà e disponibilità, p. Claudio ha donato tre anni di servizio missionario alla nostra comunità di Ancona, poi altri 3 anni a quella di Tavernerio (Como); in seguito ha trascorso un anno a Vicenza, altri 3 anni a Desio e un breve lasso di tempo a S. Pietro in Vincoli (Ravenna).
Infine, nel 2012, fu destinato alla nostra comunità di Taranto. Qui si è speso generosamente in vari ambiti (parrocchie, gruppi, scuole…) per ben 8 anni, fino al fatidico 14 settembre quando, rispondendo all’appello del Signore, si è involato nel cielo, lasciando nel cuore di tutti una grande nostalgia, sia della sua amabile personalità che della sua fede schietta e luminosa.
Ecco come gli amici che frequentano quotidianamente la nostra comunità ricordano p. Claudio, chiamato affettuosamente “Padre Sorriso”. “Ognuno di noi conserverà un ricordo tutto suo, particolare e unico, così come lui è stato particolare e unico, uomo semplice, trasparente e autentico. Abbiamo avvertito la sua ricchezza interiore nonostante la sua timidezza; abbiamo apprezzato la sua disponibilità e la sua pazienza nell’ascoltare i nostri problemi. Tutti noi abbiamo ricevuto un gesto, un consiglio e parole di speranza. Ci siamo divertiti nell’assistere alle sue esibizioni di magia. Il Mago del sorriso amava tanto quest’arte e gioiva nel vedere gli occhi di tutti noi, grandi e piccoli, brillare di meraviglia. Amava tanto anche i giovani: indimenticabili i suoi interventi missionari nelle scuole del territorio, quando riusciva a portare sempre una parola buona per tutti i ragazzi, tanti consigli, tanti racconti delle missioni e qualche coinvolgente gioco di magia. Non ci lascia solamente numerosi bei ricordi, ma anche un forte stimolo ad andare avanti, ben determinati a non abbatterci, ma a guardare la vita con un sorriso, un sorriso vero e autentico come il suo, alimentato dalla linfa della fede. Certamente, nel progetto misterioso di amore che Dio aveva per p. Claudio, c’eravamo anche noi, che abbiamo potuto godere della sua virtù più bella, la semplicità! Ringraziamo il Signore perché abbiamo avuto la fortuna di conoscere p. Claudio e di essere stati suoi amici!”.
Grazie, p. Claudio, per tutto il bene che ci hai fatto e che hai sparso ovunque a piene mani. Continua a farlo anche ora che sei presso il Signore. Continua a sorriderci dal cielo e a benedire questa comunità missionaria, insieme a tutti quelli che la accostano per ritrovare o rafforzare la loro fede.







