La vocazione dove batte il cuore: P. Otello Pancani, 50 anni
È stata festa grande al santuario "San Guido Conforti" venerdì 29 giugno. Nel contesto della solennità degli apostoli Pietro e Paolo, ha festeggiato tra noi il 50° di ordinazione sacerdotale p. Otello Pancani, saveriano originario di Reggio Emilia.
Da 45 anni in Indonesia
Nell'ampia omelia, il missionario ha ricordato anzitutto le origini della sua vocazione. "Perché mi sono fatto prete? Ho seguito un'esigenza del cuore, a cui non sono riuscito a resistere e che perdura insistente fino a oggi. Sentivo che il mio cuore batteva lì, e dove batte il cuore c'è la propria vocazione, cioè la propria identità, la propria felicità". Quel 29 giugno 1962 a essere ordinati preti per la diocesi Reggiana erano diciotto giovani; 50 anni dopo, alcuni di loro erano attorno all'altare con p. Otello.
Destinato come coadiutore a Correggio, in quegli anni di grazia della celebrazione del concilio Vaticano II, p. Otello ha maturato la sua vocazione missionaria saveriana. Dopo l'anno di noviziato a Nizza Monferrato, il 3 ottobre 1966 diventa saveriano con la professione dei voti a Parma e l'anno successivo parte per la missione in Indonesia. Qui p. Otello ci lavora ininterrottamente da 45 anni... Un servizio alla missione reso in forme diverse, ma sempre con dedizione ed entusiasmo.
"L'Indonesia è la nazione musulmana più grande del mondo, con una presenza dell'87%. Per legge, lo Stato garantisce libertà a sei grandi religioni. Non posso che ammirare la maturità, l'equilibrio, il coraggio e il cuore grande di questa nazione, che già dal 1945 si è aperto a culture e religioni diverse. Una luce che è necessario far risplendere anche negli altri continenti, Europa compresa".
"L'anima mia magnifica il Signore"
Padre Otello ha illustrato il cammino della chiesa indonesiana in tutto questo tempo, individuando tre fasi di sviluppo. Pur rimanendo tuttora un "piccolo gregge" dal punto di vista numerico, la comunità cristiana, sotto la guida di pastori locali, rimane un importante punto di riferimento per l'intera nazione, in grado di offrire numerose e qualificate vocazioni anche di carattere missionario.
"Oggi, dopo cinquant'anni di vita presbiterale, per esprimere nel modo migliore i miei sentimenti mi unisco di nuovo alla Madonna per proclamare il Magnificat: «L'anima mia magnifica il Signore, perché ha guardato alla bassezza della sua serva... Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente. Grande il suo nome!»".
Nel clima difficile del nostro tempo, che sembra aver smarrito il valore delle scelte definitive, è bello celebrare la fedeltà del Signore nella vita dei suoi servi e delle sue serve, risorsa spirituale per tutta la chiesa. Grazie, p. Otello!








