Perché tanta Africa: Se ne parla troppo poco
È vero, c'è tanta Africa in questo numero di “Missionari Saveriani”. Qualcuno potrebbe anche provare un po' d'invidia.
Quarant'anni dopo. Nelle pagine centrali abbiamo voluto ricordare i martiri saveriani del 1964, nella diocesi di Uvira, in Congo. L'abbiamo fatto attraverso il racconto e la riflessione di testimoni che conoscono bene i fatti di ieri e le situazioni di oggi; persone che non si rassegnano al pessimismo, ma credono nel futuro e si impegnano per realizzarlo. Sono p. Domenico Milani, sr. Teresina Caffi e p. Silvio Turazzi.
Perché tornare su fatti avvenuti quarant'anni fa? La testimonianza del martirio, specialmente in Africa, continua ad essere di estrema attualità.
La memoria dei martiri del passato non fa ombra, ma getta luce e dà forza ai tanti martiri del presente.
È di questi giorni l'assassinio di un sacerdote burundese: padre Gerard Nzeyimana, della diocesi di Bururi. È stato ucciso a sangue freddo , lunedì 18 ottobre scorso, da un gruppo di uomini armati, che hanno bloccato l'auto in cui viaggiava con tre suore e una laica. Padre Gerard, 65 anni, era molto conosciuto e apprezzato per il suo impegno a favore dei giovani e per le coraggiose denunce delle violenze contro la popolazione.
Quarant'anni fa in Congo, un colonnello ubriaco e assetato di gloria, aveva ucciso a sangue freddo tre saveriani e un sacerdote locale. In tempi e luoghi diversi, con carnefici e vittime che hanno altri nomi, la stessa drammatica storia sembra ripetersi. Il martirio è universale, come la chiesa. Solo Dio conosce il martirio silenzioso di milioni di famiglie in Africa e negli altri continenti, che continua per anni e decenni, senza avere spazio nelle nostre cronache.
Depredare il mondo e le sue risorse sembra riscuotere un consenso sempre maggiore. La storia del Kivu, al centro della regione dei Grandi Laghi in Africa, descritta a pagina tre da padre Antonio Trettel, ne è solo un esempio di conferma. Anche le armi, che passano senza molti controlli di mano in mano, di guerra in guerra, servono allo scopo ( cf pagina 6 ).
Un Nobel all'Africa è stato assegnato proprio per la pace e per l'impegno alla salvaguardia dell'ambiente. Assegnato a una donna del Kenya; una donna che personifica i milioni di donne che, in silenzio e quotidianamente, sono la forza segreta e testarda che consente all'umanità di sopravvivere e di sperare ancora.
Dio sta a guardare. Non perché non sappia più… che pesci prendere . Ma per essere presente, per essere accanto, per essere dentro il cuore delle persone, delle famiglie, dei popoli che anelano alla convivenza fraterna e a una vita normale per tutti. “Gridano i poveri e il Signore li ascolta; li salva da tutte le loro angosce. Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito e salva gli spiriti affranti”. Così recita il salmo 34.
La missione deve dimostrare la vicinanza di Dio che sana e salva.








