Per servire il mondo intero, Famiglia saveriana di Parma in festa
Nella casa madre di Parma, sabato 8 e domenica 9 dicembre la nostra famiglia saveriana ha vissuto due giorni di intensa gioia e di fraternità. Fabien, René, Santos e Wagner hanno emesso la professione religiosa dei voti perpetui e sono stati ordinati diaconi da mons. Lino Pizzi, vescovo di Forlì - Bertinoro.
Questi quattro giovani saveriani hanno trascorso vari anni a Parma. Dopo aver imparato la lingua italiana, hanno studiato teologia e hanno fatto esperienza pastorale in varie parrocchie e altre realtà sociali, per prepararsi al sacerdozio missionario.
Siamo felici di presentarvi le loro emozioni e convinzioni missionarie.
Fabien: la fede dei genitori
Fabien Kalehezo T'chiribuka è nato nel 1979 a Baraka, una piccola cittadina della repubblica democratica del Congo. Fa parte di una famiglia numerosa: nove figli, tre maschi e sei femmine, cresciuti in un clima di fede e di educazione religiosa. I genitori sono catechisti e responsabili di comunità cristiane di base.
Dopo le scuole elementari Fabien si è trasferito a Bukavu, ospite dei nonni e degli zii, ma entra in crisi, come un po' tutti gli adolescenti. L'incontro con un missionario gesuita, disposto ad ascoltarlo e ad accompagnarlo nell'orientamento della sua vita, l'ha aiutato a riprendersi. "Ho capito che dovevo cominciare un cammino personale di fede, fare esperienza di Cristo, pregare... Pian piano è rinato in me il desiderio di consacrarmi a Dio, sogno della mia infanzia".
Le radici della vocazione missionaria di Fabien sono legate alla fede dei genitori e anche alle testimonianze del suo parroco a Fizi, don Elia Leita, delle suore "piccole figlie" e di alcuni missionari saveriani che frequentavano la sua famiglia.
Nel 1998 comincia il suo cammino con i saveriani, fino ad arrivare a Parma per concludere gli studi di teologia e prepararsi alla consacrazione definitiva a Dio nel servizio alla missione. Durante gli studi, oltre a dare una mano in alcune parrocchie della città, ha animato un gruppo di sposi con la lectio divina, ha collaborato nella pastorale giovanile della diocesi e nel gruppo scuola, che propone e mette in opera attività educative e ricreative per la prevenzione del disagio negli adolescenti.
René: conoscere il cuore
René Casillas Barba è messicano, primo di sei figli, e ha 30 anni. Dai genitori e dai nonni ha imparato il senso religioso della vita. La sua infanzia scorre rapida e serena anche se il tempo della scuola gli sembrava sempre troppo lento, perché allo studio preferiva lo svago con gli amici.
Era chierichetto in parrocchia e partecipava agli incontri vocazionali organizzati dal seminario minore della sua diocesi. Terminate le scuole medie, decide di entrare in seminario. Qui conosce il mondo della missione e si butta nell'animazione missionaria, fino a sentire una chiamata "speciale". Il seminario si rivela presto un ambiente troppo "stretto" per realizzare il suo sogno.
Durante gli studi liceali, conosce vari missionari, tra cui i saveriani. Dopo un campo estivo trascorso con loro, chiede di poter far parte della famiglia saveriana. Nel 2003, dopo il noviziato, viene mandato a Parma per proseguire gli studi, "con la voglia di conoscere più da vicino, il cuore della nostra famiglia missionaria".
Anche lui ha collaborato in due parrocchie della città e ha partecipato a numerose iniziative nel campo dell'evangelizzazione, della catechesi e della pastorale sociale.
Santos: per aiutare gli indigeni
Anche Santos Hernandez Hernandez è messicano. È nato nel 1974 in una famiglia di agricoltori, nella parrocchia "saveriana" di Santa Cruz. Perciò ha conosciuto i saveriani da bambino e ha ammirato "la loro disponibilità ad aiutare gli indigeni". Trascinato dalla loro testimonianza, decide di "imparare qualcosa e impegnarsi per la sua gente".
Per pagarsi gli studi superiori, lavora come commesso in un negozio di Città del Messico e come muratore a Guadalajara. Qui ritrova il contatto con i saveriani e li frequenta per un periodo di discernimento vocazionale finché, a 23 anni, decide di diventare missionario.
Dopo gli studi di filosofia, nel 2002 i superiori lo assegnano a Parma per studiare teologia. Ha collaborato con i volontari del "Pozzo di Sicar", dove sono accolte le donne immigrate, e con la cooperativa "La Bula", per la formazione di giovani disabili. Sta trascorrendo un anno di pratica pastorale a Salerno, dedicandosi all'animazione giovanile insieme a p. Alex Brai. È molto contento di questa esperienza e del carattere amichevole dei salernitani.
Wagner: per dare tutto
Wagner Rodrigues Pereira è nato in Brasile nel 1977. Sua madre è insegnante e il padre è meccanico. La catechesi, cominciata in giovane età, gli ha fatto conoscere l'amore di Dio e ha suscitato in lui il desiderio di aiutare gli altri.
La chiamata si fa più chiara quando incontra i seminaristi e un giovane prete. Partecipa a un'esperienza vocazionale in seminario ma, dice lui, "mi mancava qualcosa". Nel 1996, anno in cui il padre muore, uno studente saveriano invita Wagner a un incontro vocazionale dei saveriani a Londrina. Mentre approfondisce la sua vocazione, Wagner termina gli studi superiori e si prepara a quelli di filosofia. Nel 2002 diventa saveriano e viene a Parma per studiare teologia e prepararsi al sacerdozio.
Ha lavorato in alcune parrocchie cittadine e nell'animazione missionaria nelle scuole della città. In più, ha dato una mano a p. Angelo Costalonga per archiviare le migliaia di fotografie artistiche che p. Angelo ha scattato nelle missioni saveriane di tutto il mondo. Wagner è ora a Desio per esercitarsi nella pastorale giovanile, prima di diventare sacerdote.








