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A fine maggio, ho avuto la possibilità di partecipare, via web dal Brasile, a una serata organizzata dal Gruppo missionario della parrocchia Sant’Abbondio di Cremona. Il tema era in sintonia con l’Enciclica di papa Francesco: “Fratelli tutti, un mondo più aperto da pensare e generare”. I due relatori della serata erano p. Gigi Maccalli, missionario cremasco della Società delle Missioni Africane in Niger (liberato nell’ottobre 2020 dopo un sequestro durato due anni) ed Enrico Fantoni, direttore del Centro Missionario e dell’ufficio Migrantes della diocesi di Crema.

Enrico ha commentato i valori e i contenuti principali dell’Enciclica. P. Gigi ha raccontato la sua Africa e il desiderio tornare in Niger, gli anni di animazione missionaria in Italia, prima della partenza, il perdono dei sequestratori, la speranza che sempre lo ha accompagnato nella sua vita. Questa testimonianza mi ha impressionato per lucidità e saggezza. Alcune frasi mi sono rimaste impresse e le condivido perché sono parole che in qualunque situazione possono diventare per me, e per tutti noi, lievito e luce, opportunità di trasformazione e di Resurrezione.

“Resistere per esistere” è la frase che p. Maccalli si diceva e si ripeteva ogni giorno durante i 2 anni del sequestro. Da un lato, significa resistenza, perseveranza, fedeltà dentro la prigionia e con le armi ogni giorno puntate contro il proprio corpo; dall’altra parte infonde speranza e mostra che la vita è sempre molto di più di ciò che possiamo soffrire e delle aggressioni che possiamo sopportare. È la luce della fede che può dare vita e contenuto ad una reazione positiva e di speranza.                                                 

“Libero per liberare” rivela la gioia della liberazione, del sequestro finito e del ritorno in Italia. Al tempo stesso dimostra il desiderio di trasformare l’esperienza negativa in un atto di fiducia nella Provvidenza di Dio, di liberazione, di aiuto agli altri per vivere, reagire, credere che il bene e l’amore sono più forti del male e dell’odio. In questo senso, è sempre molto significativo constatare come persone che vivono grandi dolori, grazie alla fede e alla forza interiore diventano capaci di consolare, di sviluppare maggiormente la compassione, l’empatia e la solidarietà.

“Guardare lontano per vedere vicino”. È il messaggio con cui p. Maccalli ha terminato la sua intervista. L’apertura al mondo e al prossimo, in tutti i continenti e le culture, ci insegna a vivere là dove siamo. Chi vive con il proprio cuore nel mondo, porta sempre il mondo con sé. È la logica della mondialità, della fratellanza universale, della coscienza. Possiamo camminare insieme per costruire ponti, seminare gesti di speranza, generare vita e offrire condivisione.



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