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Questo articolo, a più mani interreligiose, nasce dopo un incontro ricco di significato il 18 aprile scorso in streaming. I giovani hanno ribadito in me la convinzione secondo la quale è possibile incontrarsi nella diversità. È possibile abbattere i muri dell’ignoranza, se soltanto ci mettiamo in ascolto dell’altro. È possibile andare oltre i pregiudizi, sognare un mondo dove incontrarsi, parlarsi, conoscersi a vicenda nel rispetto delle rispettive storie e appartenenze. L’incontro ha purificato qualcosa in me. Sentire, vedere, leggere negli occhi dei ragazzi musulmani la convinzione con cui descrivevano la bellezza e la gioia di digiunare con Dio, durante il ramadan. Questo ha provocato in me alcuni interrogativi: quanto sono cristiano e quanto posso sacrificarmi per i fratelli? La testimonianza dei ragazzi risuona come un urlo: “Coraggio, cammina sulla strada del dialogo, non smettere di incontrare!” (p. E. Adili, sx).

Non uno scambio teologico sull’interreligiosità, non una lectio, ma semplicemente un dialogo aperto, tra persone comuni, tra credenti cristiani e musulmani. Ciò è stato possibile a Desio grazie ai missionari saveriani. Ma non solo. C’erano anche Cosimo Iodice, l’ausiliaria Barbara Olivato, don Pietro Cibra della comunità pastorale Santa Teresa di Gesù Bambino di Desio e Ashraf Mohammed Koakhar, rappresentante della comunità musulmana pakistana a Desio. Eravamo collegati in 26! Abbiamo scelto una giornata non casuale: la fine del periodo di Pasqua e l’inizio del Ramadan.

Sono state le domande a guidare il dialogo e la serata. A chi chiedeva come si resiste tutto il giorno senza mangiare, la risposta, senza esitazione, di una giovane è stata: “Il nostro cibo è Dio, la sua parola; la preghiera ci accompagna in modo sempre diverso in questo tempo di purificazione per noi”.

Qual è il senso profondo del mese di Ramadan? C’è piacere nel farlo?
È il nostro mese di perdono, quando anche Allah è più felice. Il pasto dell’anima è la lettura del Corano ed è di gran lunga più saziante. È un tempo speciale, nel quale possiamo pregare di più; è pesante perché si va a scuola e c’è il sole, però non badiamo alla fatica”.

Come influisce nella vita quotidiana? La preghiera vi aiuta a vivere meglio la giornata?
Questo mese ci aiuta a essere più vicini a Dio e a pregare tanto. Cerchiamo più volte di rileggere il Corano. Quando fai il Ramadan senti un amore dentro. Il Ramadan è anche il mese della solidarietà. Infatti, molti musulmani donano il 2,5% del loro reddito. È un periodo che consente di vivere bene i pilastri della fede musulmana.

Andando dall’altra sponda, invece, sul lato dei giovani cristiani sembrava suonare un’altra musica. C’è più insicurezza nel vivere bene i momenti di Quaresima, Avvento, penitenza e riflessione. Ci si chiede maggiormente quale sia il senso della fede al di là delle formule tradizionali delle preghiere, della recita del rosario... C’è tanta voglia di riflettere e di guardare in sé stessi, cercando di mettere a fuoco Gesù, che non è dato per scontato. La speranza è che ci sia un nuovo incontro, in presenza.



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