Pastorale sociale: La mistica dell’esagerazione
Si dice, esagerando, che Abaetetuba sia la città più religiosa del Brasile. Di fatto, la religiosità qui è ben visibile. Oltre ai nomi religiosi presenti ovunque - negozi compresi - sono frequenti le processioni nelle vie della città in onore di una schiera di sante e santi; per non parlare delle chiese dedicate alla Madonna...
La religiosità è eredità multipla
La festa patronale di ognuna delle sei parrocchie cittadine consiste in un numero imprecisato di peregrinazioni nelle vie affollate, con Messa finale in una casa, una processione solenne chiamata "Cirio", una novena e la sagra finale. Mi sono chiesto spesso se questa religiosità è eredità della cultura indigena, dei missionari iberici dei secoli passati (Abaetetuba è parrocchia dal 1758), o se porta la firma dei saveriani, giunti qui nel 1961.
Tre vie cittadine portano il nome di saveriani: p. Lanciotti, p. Terzoni e fr. Germano. La figura più venerata in assoluto è quella di mons. Angelo Frosi, vescovo dal 1970 al 1995, che il popolo ha già proclamato "santo". Molte sono le istituzioni che portano il suo nome. Ma sono oltre 90 i saveriani che "hanno sparso sudori" nella diocesi di Abaetetuba.
Grandi sfide da vincere
È stato anche detto, esagerando, che Abaetetuba è la Medellin del Brasile. La città si è arricchita con la produzione di "pinga", la grappa di canna da zucchero. L'alcoolismo è un problema serio, al punto che la chiesa ha sancito la "legge secca" per le feste patronali, vietando la vendita di bevande alcoliche. La droga è spacciata senza troppi segreti, perfino sulle porte delle scuole. Sono sfide che vanno affrontate globalmente.
Vorrei soffermarmi proprio sull'impegno dei saveriani nelle opere sociali. La tendenza dei missionari in America latina è di costruire una chiesa con un largo spiazzo e un salone per le feste. Ma i saveriani non si sono limitati a questo. Per esempio, il salone della "chiesa madre" dedicata all'Immacolata Concezione, costruito nel 1961, ospita anche la scuola parrocchiale parificata.
Porte aperte a tutti
Dalla scuola parrocchiale si passò presto al Ginásio São Francisco Xavier, opera di p. Vincenzo Mitidieri che vi aggiunse una lscuola di arti e mestieri (Artesanato). Poi è stato costruito il Centro Social Paulo VI, per la gioventù femminile, con "taglio e cucito" e dattilografia. Il complesso educativo, chiamato Colégio São Francisco Xavier, è riconosciuto come la miglior scuola della città. Attualmente, nel "campus" si sta costruendo un'ala per la facoltà di teologia.
Ma sono decine le scuole rurali aperte da p. Valeriano Ruaro, abilitando mamme e giovani all'insegnamento. Si pensi al Colégio Cristo Redentor con oltre mille alunni in tre turni - mattino, pomeriggio e sera - e la scuola professionale annessa... Una menzione merita il "Lar dos meninos", la Casa dei piccoli, creata nel 1992 da p. Dante Mainini come locomotiva della pastorale dell'infanzia, attiva in 11 quartieri della città e nella zona rurale, che coinvolgeva 2.600 giovani, grazie al lavoro di 250 educatori volontari.
Lo spirito dello sforzo educativo dei saveriani è stato quello di aprire le porte delle scuole a tutti, nessuno escluso; ne è un bell'esempio la Escola Criança Esperança creata da p. Marcello Zurlo.
Un lavoro che continua anche oggi
Anche l'aspetto sanitario è sempre stato a cuore ai saveriani. Mons. Gazza aveva ottenuto dal sindaco un edificio abbandonato dove nacque il Centro Médico Nossa Senhora da Conceição, affidato alle saveriane, ed è tutt'oggi una benedizione.
La lista delle iniziative non finirebbe mai. In particolare p. Celio Torresan ha fondato i "Clubes de Mães" (club delle madri). Una versione complementare l'ha offerta il Lar Sol Nascente, per la valorizzazione della donna. Le saveriane hanno svolto un lavoro apostolico tanto qualificato da attrarre varie giovani all'ideale missionario: ben 15 di loro sono oggi saveriane.
Accanto agli indifesi
Accanto alle opere di promozione umana e assistenza sociale, i saveriani hanno intrapreso anche alcune attività di giustizia. Mons. Frosi aveva invitato p. Sergio Tonetto e fr. Pietro Mariuzzo a dar vita alla Comissão Pastoral da Terra per accompagnare nelle cause i senza-terra e i piccoli proprietari contro i latifondisti. Sono state anche organizzate la pastorale operaia e la pastorale dei pescatori... Dal 1987 funziona il Centro de Defesa dos Direitos Humanos con un avvocato a tempo pieno, pagato dalla Misereor.
Padre Luigi Anzalone, con l'aiuto di un tecnico di Mani Tese, ha creato il Centro Agrícola Integral Comunitário de Barcarena. Il progetto pilota, inaugurato nel 1988, organizza gli agricoltori in tutto l'arco della produzione: dal lavoro della cooperativa, alla produzione centrale e famigliare, al trasporto dei prodotti e alla loro commercializzazione, evitando la speculazione dei grossisti.
Nessuno si tira indietro...
Abaetetuba è una città tradizionale, senza industrie, con la tentazione di formare politici "cronici" e clientelismi. Negli anni 70-80 le minoranze politico-sociali della città si sono sentite scomodate dall'azione della chiesa che, con le comunità ecclesiali di base e le opere sociali, aiutava il popolo a prendere coscienza della propria dignità e dei suoi diritti. Nacque un giornale calunnioso che voleva screditare i missionari e non risparmiava neppure il vescovo.
Ma le comunità si sono strette con ancora più stima e affetto attorno ai loro missionari, p. Savio Corinaldesi, p. Primo Battistini, p. Dante Mainini e tanti altri. E oggi la gente non risparmia le lodi per il lavoro dei saveriani.
In occasione del giubileo d'oro della prelazia - diocesi, nessuno vuole rimanere fuori. Sì, perché qui la mistica non è fatta di silenzio, ma di... esagerazione.








