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Numerosi sono gli aspetti che hanno messo in relazione il papa emerito Benedetto con il suo predecessore papa Benedetto XV (1914-1922). Benedetto XV è il papa che ha promulgato la prima esortazione apostolica dei tempi moderni sulla missione. Il 30 novembre 1919 pubblica, infatti, la Maximum illud per rilanciare l’impegno missionario e dare un nuovo slancio all’evangelizzazione. È appena finita la prima guerra mondiale, nazioni cattoliche si sono combattute e papa Benedetto XV, proprio in nome delle “missioni”, spinge le chiese nazionali a recuperare una visione universale per annunciare il Vangelo.

Benedetto XVI vive in modo viscerale questa preoccupazione dell’evangelizzazione a partire dalla secolarizzazione dell’Occidente, con lo sforzo di recuperare la memoria delle radici cristiane dell’Europa, che ne costituiscono la sua identità. Il timore è che questi aspetti contagino anche altri continenti. Sottolinea molto lo stile di una fede cristiana che dialoga con la ragione, cercando anche di risanare quelle fratture che le hanno allontanate. Non parla solo alla Chiesa; parla alla cultura contemporanea, alla politica, all’economia, alla scienza, alla religione, convinto che, parlando del Dio di Gesù Cristo, porti il suo amore a concretizzarsi nei vari settori della società. È con questa visione che papa Benedetto tocca i vari continenti nei suoi otto anni di servizio pontificio.

Nel novembre 2006 si reca in Turchia con lo scopo di mantenere vivo il dialogo con la chiesa Ortodossa di Costantinopoli e con l’Islam. L’altro viaggio asiatico sarà in Libano, nel settembre 2012, dove consegnerà l’Esortazione Apostolica Postsinodale “Ecclesia in Medio Oriente” sulla comunione e la testimonianza. È convinto che il dialogo tra la ragione europea e la tradizione musulmana possano avvicinare gli uni agli altri. Nel maggio 2009 sarà pellegrino in Terra Santa (Israele e Giordania), sempre con l’intenzione di approfondire il dialogo tra cristiani, ebrei e musulmani.

Nel maggio 2007 vola in Brasile per il suo incontro con l’America Latina che continuerà con il viaggio in Messico e a Cuba del marzo 2012. Lo scopo è quello di “rendere consapevoli i cristiani del dono della fede grazie alla quale è possibile conoscere Dio (…) e mobilitare quelle forze morali che ci sono per rispondere alla missione della chiesa e alla nostra responsabilità morale per l’uomo e per la società (…). Vado per incoraggiare e per imparare, per confortare (…) nell’impegno per il bene e nell’impegno per la lotta contro il male”.

Nel maggio 2009 si reca in Camerun ed Angola. “Non vado in Africa con un programma politico-economico, vado con un programma religioso, di fede, di morale, ma proprio questo è anche un contributo essenziale al problema della crisi economica che viviamo in questo momento. Tutti sappiamo che un elemento fondamentale della crisi è proprio un deficit di etica nelle strutture economiche…”. Nel novembre 2011 va in Benin per consegnare l’Esortazione Apostolica Postsinodale sulla Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione e della pace, “Africae munus”, dove parla dell’Africa come di un grande “polmone spirituale per l’umanità in crisi di fede e di speranza”.

In questi viaggi, papa Benedetto incontra realtà contrastanti, di povertà e di ingiustizia planetaria. Offre il suo contributo scrivendo l’enciclica “Caritas in veritate”, vero gioiello della dottrina sociale della Chiesa, dove stabilisce “il principio della gratuità e la logica del dono come espressione di fraternità” (CV 36). Il compito della Dottrina sociale della Chiesa è quello di “orientare la globalizzazione dell’umanità in termini di relazionalità, di comunione e di condivisione” (CV 42).

Questa visione diventa anche l’incipit dell’impegno di papa Francesco che ne mantiene la continuità. La Chiesa, che ha codificato i principi basilari di questa Dottrina sociale, aiuta a intervenire in quelle situazioni in cui la dignità della persona è messa in pericolo. Il punto focale di questo impegno nasce dalla ricerca appassionata di Gesù di Nazareth. È l’amore per Cristo Gesù a generare risposte creative e concrete, rispettose della vita e della dignità umana nelle più diverse situazioni, nazioni e culture nel mondo.



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