Padre Pes: “Profumo di caffé e di vangelo''
Chi di noi non ricorda negli anni della teologia le sue mimiche per il canto di "Figaro qua e Figaro là" e il trio del "cappello", di cui egli faceva parte, per le scenette umoristiche nelle serate di festa? Sempre disponibile per piccoli servizi, p. Giovanni Pes era amico e di compagnia; era una persona di buon gusto ed eleganza.
Ho vissuto un anno e mezzo con lui nella parrocchia Mater Dei, a Bukavu. Padre Giovanni amava la buona tazza di caffé. Comprava il caffé di qualità direttamente dai coltivatori, lo tostava con cura, lo macinava fine e lo comprimeva nella moka. Dopo averlo messo sul fuoco, attendeva pazientemente il gorgoglio spumoso e bollente. Assaporava il profumo con il naso e, alla fine, lo versava nelle tazzine. Spiegandone le caratteristiche, lo offriva ai presenti e li invitava a godere la deliziosa bevanda. Seguiva un attimo di silenzio: il tempo per portare la tazzina alla bocca e sorseggiare una prima piccola dose. Il mattino presto, ancora oggi, immagino di svegliarmi con il buon profumo di caffé di p. Giovanni.
Già dal mattino, le mamme congolesi l'aspettavano davanti all'ufficio. Mostrava sensibilità per chi aveva subito ingiustizie, per chi aveva perso tutto con la guerra, per chi aveva subito violenza.
Ascoltava e aiutava.
Così il profumo di caffé mattutino di padre Giovanni, augurio di una buona giornata, si trasformava durante il giorno in profumo di vangelo, che certamente offriva gusto e dignità all'esistenza di chi lo incontrava.








