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Missionario alle isole Mentawai

Da oltre vent'anni padre Angelo Calvi vive nella comunità saveriana di Tavernerio. È conosciuto e stimato dai nostri amici italiani e svizzeri. È di origine cremonese, nato a Corte de' Frati il 24 novembre del 1919. Come in famiglia, la comunità ha celebrato la grazia del suo 86.mo compleanno, attorno all'altare con la santa Messa e attorno a una semplice torta d'occasione. Senza “candeline” da spegnere: per non correre il rischio del “mozza-fiato”.

Il primo ad arrivare

Padre Angelo ha passato gran parte della sua vita in Indonesia. È stato uno dei primi a raggiungere le isole Mentawai, nel 1954. Poco dopo, lo raggiunse anche suo fratello più grande di due anni, padre Piero Calvi, morto nel 1998.

In seguito, il saveriano comasco mons. Pasquale De Martino, a cui stava molto a cuore la missione mentawaiana, decise di inviare a Sikakap, l'isola più meridionale delle Mentawai, padre Angelo Calvi e padre Alessandro Patacconi. I due, lasciata Siberut, giunsero nell'isola il 16 dicembre del 1958 e acquistarono da commercianti sasareu una baracca di legno in riva al mare.

Pensavano che la loro permanenza in quella casupola, nido di topi e di bestiole insidiose e infestata da zanzare micidiali, sarebbe stata provvisoria. Invece, vi rimasero per due anni, fino al 1961. Il racconto della fondazione della missione è una pagina meravigliosa di storia, guidata dallo Spirito di Dio.

Un incontro fortuito

Padre Piero, dopo il Natale del 1954, in occasione del suo primo viaggio a Siberut, si era trovato a condividere il posto sulla navicella con alcuni maestri protestanti mentawaiani di Sikakap. Provenivano dal villaggio di Matobe ed erano diretti a Siberut per iniziare l'evangelizzazione protestante di quell'isola. L'incontro ha dato luogo a un serrato colloquio sulla religione protestante. Alla fine, il missionario regalò ai suoi interlocutori un libretto di preghiere e un'immagine della Madonna, chiedendo loro che recitassero la preghiera stampata sul retro.

Un giorno del 1957, inaspettatamente, giunse a Siberut una lunga canoa con un gruppo di uomini di Sikakap. Al loro arrivo furono presi dalla polizia e condotti in prigione, perché non avevano il permesso di viaggiare e di lasciare la loro isola. Liberati da p. Angelo accorso in loro aiuto, fecero formale richiesta al missionario affinché un Pastor cattolico si recasse a Matobe, dove loro e le loro famiglie avrebbero chiesto il battesimo cattolico. Gerson, il primo a diventare cattolico, prese il nome di Paolo, per commemorare la conversione dell'apostolo delle genti. Era stato lui a ricevere l'immagine della Madonna da padre Piero Calvi.

Padre Angelo contrasse, in seguito, la malaria tropicale che lo tormentò per lunghi anni, costringendolo a tornare in patria.


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