P. Peruzzo - Un veterano delle Mentawai conta i suoi anni
Ottant'anni orsono, il 4 febbraio 1922, sul cucuzzolo di Monte Pulgo (S.M 500, ab.98, ora) in quel di Malo (VI), spuntava un rampollo Giacomo Peruzzo. Questa è la sua prima impresa: di rientro dal battesimo l'infante dalle braccia della madrina seduta sul carretto sguscia dalle fasce; la donna accortasi allarmata ritorna sui suoi passi e ritrova il bambino sano e salvo.
Scamperà poi nel '45, renitente alla leva, dalle sgrinfie tedesche, rifugiatosi in un loculo mortuario per terrore dei vivi; scoprirà più allettante avventura tra i Saveriani. A quota 40 si seppellisce tra i primitivi delle isole Mentawai in Indonesia, e ne riemergerà verso il 2000, trascorsi altri 40. Infine, giunto tra noi, da qui alla domenica, con passo tuttora gagliardo, si sposta a s. Giovanni in Monte sui Berici, in aiuto al cugino anziano don Vittorio Peruzzo, altro campione invitto, salvatore, a rischio della pelle nell'ultimo conflitto, di ebrei e partigiani.
Il connubio risale alla prima Messa di p. Giacomo in s. Giovanni, quando una quindicenne gli offrì in chiesa un gran mazzo di rose e poi scomparve; la scoprirono alla sera, le canne di un fucile puntate alla gola; nessuno risolverà il mistero. Invece lieta storia che dura ancora, è quella del Penacio, famosa trattoria, all'insegna del pennacchio di sorgo, posto ai buoi sotto il tiro dell'aratro, in luogo delle corna (senza allusione alcuna).
Si tratta di un lungo intreccio con la mensa parrocchiale. E al "Penacio" inizia la festa, il 3 febbraio alla vigilia, per il nostro Grillo Parlante, così nomato per la sua lingua assai loquace. Amen.
Da un infortunio di pesca alla conversione
Quando ero seduto sui banchi della scuola di Teologia ci veniva ripetuto: "La vostra preparazione qui sia accurata, perché vi attende un lavoro imponente e quanto avrete imparato vi servirà in missione". In effetti quelle nozioni mediche serali che i dottori di Piacenza ci hanno dato con tanto sacrificio e il servizio poi pratico all'ospedale ha prodotto copiosi frutti alleviando le sofferenze di tanti poveri ammalati.
Arrivato nel 1959 alle isole Mentawai ebbi la possibilità di iniziare subito il mio lavoro missionario. M'imbattei in un popolo primitivo, povero, isolato dal resto del mondo, senza un ospedale né un medico, per non parlare di medicine.
Gli ammalati erano curati con erbe del luogo e dagli stregoni. Mi attendevano malaria, vermi, piaghe d'ogni genere, epidemie di colera, denutrizione e tante vittime, specie tra i bambini.
Subito mi dedicai a visitare i villaggi più vicini e, per quanto era possibile a debellare queste malattie. Ancor ora da lontano, in pensione, mi ripeto: quando tendevo la mano al malato, al povero abbandonato, mi sentivo sempre missionario autentico perché nel mio aiuto e conforto adempivo il disegno divino di unire la sofferenza e la fatica umana alla realizzazione del regno di Cristo.
Quanta gioia mi recava constatare la contentezza di quella gente nel vedersi guarita!
Un giorno mentre mi trovavo sulla spiaggia davanti alla nostra casa, si presentarono alcuni mentawaiani del villaggio vicino raggiungibile in meno di mezz'ora di canoa. Mi gridarono: "Padre , padre venga subito perché abbiamo raccolto un uomo infilzato da un grosso pesce spada".
Corsi subito a prendere l'occorrente del pronto soccorso e partii con loro. Arrivati sul posto trovai lo sfortunato steso sul pavimento con gli occhi socchiusi e un filo di voce; aveva perso molto sangue; avevano tamponato la ferita con i loro intrugli di erbe.
La prima cosa da fare era di controllare la gravità della ferita e di fermare l'emorragia. Pregai un istante, pulii la ferita con acqua ossigenata e, bloccata l'emorragia, ricorsi ad un flacone di penicillina in polvere, ad un'iniezione calmante e una buona fascia elastica con la ricetta: riposo ed evitare bruschi movimenti.
All'indomani sarei ritornato per controllare l'effetto della medicina. Aggiunsi: in caso di complicazioni, chiamatemi a qualsiasi ora. Tornai il giorno dopo; fui sorpreso al vedere la ferita ben pulita, senza nessun segno di infezione: potente l'effetto della penicillina su quei corpi non usi al farmaco!
Questi avvenimenti sono veramente segni della Provvidenza? Sta di fatto che quel giovane, frequentato il corso preparatorio, ricevette il battesimo con tutta la sua famiglia. L'esemplarità e l'assidua frequenza domenicale diede i suoi frutti. Altri del villaggio si aggiunsero; l'esempio si sparse ad altre contrade fino a raggiungere una quindicina di persone.
Il primo seme così si moltiplicò più volte fino a raggiungere ben 13.000 cristiani su 50.000 abitanti delle quattro isole. Ora la pressione musulmana si è svegliata su quelle spiagge con uomini e mezzi. Speriamo non abbia il sopravvento.








