“Opera divina con visione ampia…”
I Superiori di Comboniani e Consolata suggeriscono una riunione generale per capire la partecipazione di tutti. P. Manna decide di tenerla a Parma, nell’Episcopio, il 12 giugno 1918. Mons. Conforti invita tutti i Superiori. Vi partecipano i rappresentanti dei Frati Minori, Cappuccini, Gesuiti, Missionari del Sacro Cuore, Preti della Missione, Carmelitani, Comboniani, l’Istituto di Milano, i Saveriani, l’Istituto dei SS. Pietro e Paolo di Roma.
P. Manna illustra la situazione delle missioni cattoliche e la necessità di organizzare il clero in loro favore. Arriva un telegramma di papa Benedetto XV ed è confermata l’adesione del Clero Diocesano. Il 31 agosto 1918 arriva da Roma la nomina ufficiale del Vescovo mons. Conforti, come primo Presidente dell’UMC. Poi, inizia la partecipazione corale. Il Consiglio della Presidenza dell’UMC è composto da mons. Pietro Ercole (Roma), mons. Luigi Zago (Bergamo), mons. Giuseppe Nogara (Roma) e p. Paolo Manna (Fondatore, Milano). Sono poi nominati altri 15 Consiglieri di tutta l’Italia, un Segretario e un Animatore. L’ideale missionario era ravvivato soprattutto da p. Manna che, nelle sue riviste, si rivolgeva alle famiglie e ai giovani, e da mons. Conforti che, nelle sue molteplici Circolari, si rivolgeva a vescovi e seminari. Così, le iscrizioni alla UMC crescevano sempre più e qualche evento missionario dava nuova carica.
Nel 1922, si svolge a Roma il Primo Congresso Internazionale dell’UMC. Papa Pio XI definiva l’UMC “opera divina, con visione ampia che promuove la santificazione”. Il 6 settembre 1924 mons. Conforti pronuncia il discorso su “L’Eucarestia e le Missioni Cattoliche” al Congresso Eucaristico Nazionale di Palermo. Descriveva il fervore nelle Celebrazioni Eucaristiche delle Missioni che anche animano la pastorale e suscitano vocazioni: “È ormai tempo che i sacerdoti abbraccino con il loro zelo tutto il mondo, per condurre tutte le anime a Cristo. Benché bisogna anche conservare le posizioni acquistate, tutti sono tenuti ad aiutare i generosi confratelli che, fra disagi di ogni genere, lottano contro l’ignoranza e la superstizione. Sul mondo assiderato dall’egoismo, è necessario che passi una corrente d’amore che spenga gli odi e le discordie, e tutti muova all’affratellamento tra i popoli, perché questo è il volere di Dio”. Il suo motto episcopale In omnibus Christus lo traduceva: “Fare del mondo una sola famiglia in Cristo”. Mons. Angelo Roncalli teneva quel discorso nella scrivania.
Nel 1925, si tiene a Roma l’Esposizione Missionaria Mondiale, si celebrano la canonizzazione di S. Teresa del Bambin Gesù e la Settimana Religioso-Missionaria dell’UMC con 180 delegati diocesani fotografati davanti a S. Maria Maggiore. Nel 1927, S. Francesco Saverio e S. Teresa del B. G. sono proclamati Patroni delle Missioni e inizia la Giornata missionaria mondiale. Nello stesso anno, mons. Conforti termina la sua Presidenza. Nel 1928 fa visita i Saveriani in Cina e il 5 novembre 1931 muore a Parma.
Il 12 settembre 1942, al Processo Ecclesiale per le virtù eroiche e Beatificazione di mons. Conforti, p. Paolo Manna dà la sua testimonianza: “Nei dieci anni che egli tenne la presidenza dell’Unione svolse una zelante attività quale maggiore non si può pensare, specialmente se si considera da quali e quante occupazioni egli fosse gravato. Di queste fanno fede: un’attivissima copiosa corrispondenza che Egli dové tenere oltre che con me, con la S. Congregazione di Propaganda Fide, con Superiori di Istituti, con Vescovi, Sacerdoti ed altri molti; la stesura di frequenti circolari e discorsi scritti di suo pugno in nitida calligrafia, che Egli mi inviava per la pubblicazione; i suoi viaggi per varie città per presiedere convegni e congressi, nei quali la sua calda e persuasiva parola penetrava gli animi e guadagnava adesioni. Solo percorrendo la sua corrispondenza e l’Organo della Unione si può avere una idea di quanto Egli fece per lo sviluppo dell’Unione Missionaria. Egli pensò anche di fare entrare l’UMC tra i fini dell’A.C. e in altri ambiti. Alla fine della sua presidenza, l’Unione era già organizzata in 277 diocesi italiane e riuniva 21.714 presbiteri”.







