Sguardi diversi, stessa sintonia
Tre giorni intensi, veri, a tratti scomodi e proprio per questo necessari. Si chiude così un percorso iniziato a febbraio con il progetto “Affettività, corpo e relazioni: imparare ad amare con maturità”, fortemente voluto dal parroco e da diversi collaboratori.
Abbiamo scelto di stare su un crinale delicato: corpo, desiderio, relazioni, sessualità. Temi che non si possono trattare né con superficialità né con ideologia. Servono competenza, misura, verità. Per questo il lavoro è stato profondamente multidisciplinare, costruito insieme alla dott.ssa Silvia Secchi e alla dott.ssa Federica Ingrosso. Tre sguardi diversi, una sintonia rara. Di quelle che si percepiscono, prima ancora che spiegarsi. Il ritiro si è aperto con un’immagine semplice e potente: un albo illustrato, “Il gioiello dentro me”.
Una provocazione silenziosa: se dentro di te ci fosse qualcosa di prezioso, ma non lo sapessi?
Poi, la testimonianza di Michela. Vera, disarmata, senza sovrastrutture. Non una lezione, ma una vita raccontata per quello che è con passaggi, errori, consapevolezze che arrivano quando smetti di scappare da te stesso. Alla fine, un gesto piccolo: un diamante colorato consegnato a ciascuno. Non è un simbolo “carino”, ma una presa di posizione. Perché il punto non è diventare qualcuno, ma riconoscere ciò che già sei. Un corpo che non è un problema da gestire, ma una realtà fatta per amare.







