Nonviolenza non è equidistanza
Gentile redazione,
abbiamo ricevuto il numero di marzo 2022 dedicato alla missione al femminile. Grazie per averci fatto scoprire anche il lavoro e la realtà delle Missionarie di Maria-Saveriane. Però, non abbiamo trovato riferimenti al conflitto in Ucraina. Come mai? Elena, via e-mail
Gentile lettrice e cara Elena,
grazie per seguirci così attentamente e per aver apprezzato il numero di marzo 2022, dedicato al ramo femminile della congregazione, le Missionarie di Maria-Saveriane appunto. È importante per noi far conoscere tutti gli aspetti del carisma saveriano, come si può notare anche con la rubrica fissa del Laicato a pagina 3. Il conflitto in Ucraina ci ha sorpreso e la chiusura del numero di marzo è arrivata poco prima dell’invasione. Non c’era più tempo per correggere, integrare o darne notizia. Forse, abbiamo creduto, alla luce della speranza, che la pace avesse la meglio, che la diplomazia prevalesse, che il dialogo non rompesse i suoi canali.
Ci siamo trovati, invece, di fronte all’inimmaginabile, a una guerra europea anacronistica, fuori da ogni logica che non sia quella della sopraffazione, del potere, della paura. Con questo numero, quindi, siamo tornati all’attualità, sospendendo la programmazione immaginata e decisa nei mesi scorsi. Era doveroso da parte nostra urlare al mondo il bisogno di PACE! I saveriani non hanno missioni nell’Est Europeo, quindi non abbiamo notizie dirette, ma sono abituati a convivere con le guerre. Basti pensare a ciò che è avvenuto e avviene in numerosi Paesi dell’Africa. Anzi, si tratta di conflitti spesso dimenticati e che non fanno notizia.
Siccome non possiamo seguire con l’edizione cartacea il conflitto russo-ucraino ora per ora, ci è sembrato opportuno proporre un excursus storico dei Pontefici che si sono espressi per la Pace, partendo da papa Francesco che lancia reiterati appelli in questo senso e in favore del disarmo, purtroppo inascoltati. Per questo lavoro, ringrazio p. Gianni Brentegani. Abbiamo pensato, inoltre, di lasciare la parola al mondo Chiesa e alle numerose associazioni che lavorano per la pace, grazie al contributo prezioso del nostro esperto Giorgio Beretta. Le sue analisi e riflessioni, che svelano anche la grande ipocrisia occidentale in tema di commercio d’armi, non solo sono condivisibili, ma vanno diffuse. Quanto allo scottante tema dell’invio di armi, Beretta scrive: “È la risposta più comoda, ma pericolosa perché rischia di estendere il conflitto a dimensioni irreparabili; vanno messi in campo strumenti di neutralità attiva (che non è equidistanza) e della difesa nonviolenta. Perché i capi di stato e di governo non promuovono un’azione nonviolenta, anche andando in Ucraina per chiedere alla Russia il ritiro delle truppe? Noi ci siamo per sostenerli”.







