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Hanno ancora un sapore natalizio le lettere arrivate nelle ultime settimane. Ma, a distanza di alcune settimane, è bello leggere come i saveriani nel mondo hanno vissuto questo periodo così particolare.

Papa Francesco ci ha superati. Per la festa dei poveri ha accolto ben 1.500 poveri! Noi qui a Panzi, in Congo RD, in tre giorni di festa abbiamo avuto 800 persone, inviate in parrocchia dalle comunità di quartiere. I giovani si sono prestati a servire il pranzo e le mamme per tre giorni hanno preparato i pasti: polenta di manioca, carne, legumi e poi un sacchetto con arachidi e benye da portare a casa. Il tutto spalmato con la musica di Mwahangila e di Aganze. Anche nonna Teresa ha lasciato andare il suo bastone e si è messa a danzare, contagiata dai giovani immersi nella danza tradizionale.
A Panzi, Avvento e Natale prevedono la visita alle comunità di quartiere con la Lectio Divina e la visita agli ammalati. E poi la novena, la mattina per gli adulti, al pomeriggio per i giovani, tutti perdonati da Dio e dalla chiesa nel lungo rito della Riconciliazione. Ogni gruppo di preghiera ha programmato visite agli ospedali della zona o alle prigioni, senza dimenticare gli anziani. Hanno portato riso, sapone, zucchero, vestiti, frutto del loro impegno. Il Natale, con tanto fango e pioggia, ci spinge a questa vita fatta di condivisione e lode a Dio... Chiediamo ancora pace per questo paese che continua a soffrire in tanti modi e che non perde ancora la speranza per una vita vissuta nella solidarietà e nella fraternità.
pp. Nicola Colasuonno e Roberto Salvadori, sx - Panzi, Congo RD

Nonostante i tanti problemi che angosciano la nostra gente, abbiamo trascorso un Natale "super"!  E non poteva essere altrimenti, perché la fede c'è ancora e, anche quando si fosse assopita, non è così difficile ridarle vigore. Il Natale esercita su tutti un fascino speciale perché esprime in maniera concreta il mistero incredibile dell'Amore senza limiti di Dio per l'umanità. La nostra ampia cappella domenicale, che nei giorni feriali funge da spazio di gioco per i bambini, era letteralmente gremita. Tantissimi i bambini, quelli che sono o sono stati assistiti nella nostra Casa-Famiglia e gli alunni della nostra Scuola di recupero del Centro Sociale di Cimpunda. E anche parecchi genitori, pur abitando quasi tutti in quartieri molto distanti, ogni domenica vengono per partecipare alla Messa. È per loro un appuntamento importante e benefico e lo sentono tale. Per me è una grande gioia che dà senso e valore a tutta l'attività sociale che svolgiamo a loro favore. I bambini della Casa-Famiglia, guidati da mamma Merida, avevano preparato il presepio vivente, seguito con tenerezza e ammirata attenzione. Dopo la celebrazione, tutti hanno partecipato al pranzo comunitario. È stato un momento di pace, serenità e fraternità. L'incubo quotidiano della povertà e della fame ha lasciato spazio alla gioia e a una spontanea esultanza.
p. Giovanni Querzani, sx - Bukavu, Congo RD

p.7 Tupendane GalliA Bukavu, ho riposato per alcune settimane, prima di rituffarmi nella missione di Kilomoni/Uvira. Ho potuto visitare “Heri Kwetu”, il centro per portatori di disabilità gestito dalla diocesi di Bukavu, e il centro “Tupendane”, diretto da p. Giovanni Querzani e dai suoi collaboratori, per accogliere bambini che si trovano in situazioni di difficoltà sociale, familiare, nutrizionale e scolastica. Inutile dirvi che il sorriso e la vivacità di questi bambini sono la ricompensa più bella e gratificante per il lavoro che viene fatto, giorno dopo giorno…
Qui, come nelle strutture sociosanitarie di Uvira, assistiamo chi è più indifeso. Per noi è sempre Natale ogni volta che un genitore arriva con il proprio piccolo.
Paolo Galli, sx - Uvira, Congo RD 

p.7 Natale a MundalandAnche quest’anno a Mundaland, nonostante non ci siano cristiani, il Natale non è stato dimenticato. Alcune ragazze munda, ospiti della missione, e alcuni giovanotti con un buon livello di istruzione, da qualche tempo, si stanno interessando alla figura misteriosa di Gesù. Durante l’Avvento, abbiamo studiato i due capitoli dei vangeli di Matteo e Luca e guardato il film “Gesù di Nazareth” di Zeffirelli. Abbiamo poi cercato di capire cosa pensano islam e induismo su questo grande evento. L’islam non accetta l’idea che Dio possa presentarsi al mondo in forma umana. L’induismo, al contrario, accetta questo. Però non solo una volta, bensì ripetutamente. E quindi Gesù sarebbe una delle tante divinità che sono già apparse e che appariranno ancora su questa terra.
Le ragazze munda hanno abbellito i vari ambienti con palloncini, carte colorate e i lumini notturni, appendendo al cancelletto di entrata lo striscione con gli auguri. È comparso poi anche un piccolo e modesto presepe, davanti al quale un grosso cero è rimasto acceso la notte e tutto il giorno di Natale. Le ragazze e le bambine del vicinato si sono scatenate nelle loro danze indiane. La sera, nel refettorio, si sono radunati i rappresentanti delle tre religioni: animisti tribali munda, musulmani e hindù. L’unico cristiano ero io, che ho spiegato le ragioni per cui il 25 dicembre meriti di essere conosciuto e studiato non solo dai suoi seguaci, ma anche dagli esponenti delle altre religioni. Dopo questo incontro interreligioso, c’è stata la cena comunitaria con il solito riso e due gallinelle. Alla fine, è comparsa anche la torta “Christmas cake”, per festeggiare il compleanno di Gesù. Un’usanza ormai in voga da parecchi anni tra i pochi cristiani del Bangladesh. p. Luigi Paggi, sx - Isworipur, Bangladesh



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