Nessuno è sicuro da solo
Sembra che dovremo abituarci. Non mi riferisco alle mascherine, ai vaccini, alla convivenza con le varianti di un virus che ancora ci condiziona, ai NO qualcosa, sempre e comunque, alle notizie contradditorie, alla salute ‘fai da te’, magari appresa da internet. Penso a come ci definiranno tra qualche decennio. Perché noi saremo ricordati come quelli della pandemia. L’impressione è che stiamo vivendo un periodo storico piuttosto che un momento. E tutto quello che c’è stato, c’è e ci sarà, potrebbe cancellare il bene e il male di questo inizio anni venti del Duemila. Ci sarebbe tanto da raccontare, da denunciare, da portare ad esempio positivo. Invece, ecco anche l’ordine naturale delle parole è sovvertito e ci costringe quasi a un capovolgimento valoriale. Fino a due anni fa, tutti ci saremmo augurati di circondarci di persone… positive. Ora, il termine tecnico/scientifico prevale sul significato abituale e alla parola ‘negativo’ tiriamo un sospiro di sollievo, anzi lo auspichiamo per noi e per chi ci sta a cuore.
Un paradosso che sembra portare a un corto circuito. I nostri figli e nipoti rischiano di essere catalogati come le vittime della DAD, i forzati dei dispositivi di protezione, i salvati dal PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), i naufraghi di un’economia sopravvissuta a qualunque virus grazie anche a un’Europa diventata improvvisamente buona fonte a cui abbeverarsi.
Già l’Europa. Ma quale? Ricordiamo tutti il dibattito sulle radici cristiane escluse dalla Costituzione europea. Quelle radici che ci siamo accorti essere presenti grazie al lavoro, alla vita di David Sassoli, con un’impronta definita già nel nome. “Uomo di parte, uomo di tutti, uomo di speranza per tutti”, lo ha definito il cardinal Zuppi nell’omelia funebre. Un uomo nato per unire, per accogliere, che credeva nella concretezza delle istituzioni. “Nessuno è sicuro da solo”, aveva detto nel suo ultimo messaggio pubblico prima di Natale. A riecheggiare il “nessuno si salva da solo” di papa Francesco. E mezzo mondo, di qualsiasi colore politico o credo religioso, si è inginocchiato davanti al feretro di un cristiano, avvolto dalla bandiera europea.







