Mons. Luigi Calza da Parma alla Cina e ritorno
La storia missionaria di Parma nel mondo vanta figure di straordinario spessore che, partendo dalle nostre valli, hanno segnato lo “sviluppo della carità” di intere regioni. Tra queste spicca mons. Luigi Calza, il cui legame con la nostra città e con il fondatore dei Saveriani rimane una testimonianza viva di benevolenza e carità cristiana.
Dalle valli di Parma al cuore della Cina
Luigi Calza nasce a Roccaprebalza di Berceto il 26 luglio 1879. Dopo aver frequentato le scuole primarie dai Salesiani a Parma e il ginnasio nel seminario di Berceto, a soli 18 anni entra a far parte dei primi allievi del Seminario Emiliano per le Missioni Estere, istituzione appena fondata a Parma dal giovane canonico Guido Maria Conforti. Ordinato presbitero da mons. Francesco Magani nel 1902, Calza parte per la Cina il 18 gennaio 1904, dando inizio alla presenza saveriana nell’Henan Occidentale.
Il legame con San Guido Maria Conforti
Il rapporto tra Calza e il suo fondatore, San Guido Maria Conforti, è profondo e filiale. Calza è considerato da Conforti come un “primogenito” tra i suoi missionari. In una lettera carica di affetto, scritta prima di un nuovo imbarco di confratelli nel 1906, Conforti raccomandava a Calza di essere per loro “aiuto e guida”, esortandolo a governare con lo spirito di chi serve e ricordandogli che “la massima carità è il segreto per guadagnarsi i cuori”.
Il legame si consolida ulteriormente nel 1912, quando è Conforti stesso a ordinare Calza Vescovo per l’attuale diocesi di Zhengzhou. Nel 1928, tre anni prima della sua morte, il Santo fondatore visita la missione di Calza a Zhengzhou, celebrando nella cattedrale del “Sacro Cuore di Gesù” che Calza aveva fatto erigere con molto entusiasmo e sacrificio. Dieci anni dopo, il 13 maggio 1938, la cattedrale è distrutta dai bombardamenti giapponesi. Allora il vescovo parmense, pur con l’angoscia nel cuore, alzando gli occhi al cielo, dice: “È stata distrutta la chiesa materiale, ma quella spirituale vive rigogliosa e vivrà ancora più intensamente in avvenire”.
La collaborazione con il venerabile Pietro Uccelli
Un’altra figura chiave nell’apostolato di Calza è il venerabile padre Pietro Uccelli (1874-1954). Insieme, collaborano per gettare le basi della Chiesa locale. Calza, convinto che l’opera sanitaria fosse una delle testimonianze cristiane più efficaci, fonda nel 1912 quello che oggi è il grande Ospedale di Zhengzhou.
Uccelli presta a Mons. Calza un’assistenza preziosa, specialmente nella fondazione della congregazione delle Suore Giuseppine cinesi nel 1916. Mentre Calza plasmava il cuore delle novizie con amore paterno, p. Uccelli le accompagnava con “assistenza affettuosa”, trasmettendo loro il suo ardore apostolico.
Le vicissitudini dei resti mortali
Mons. Calza muore a Zhengzhou il 27 ottobre 1944, a causa di una peritonite contratta dopo il suo ritorno da un campo di concentramento durante il conflitto bellico. La storia della sua sepoltura è stata una vera e propria odissea attraverso i decenni:
Prima sepoltura (1944-1952): inizialmente è sepolto nel cimitero cattolico all’interno del Seminario di Zhengzhou.
Seconda sepoltura (1952-1956): a causa della requisizione del cimitero diocesano, la salma è trasferita nel quartiere di Bishagang.
Terza sepoltura (1956-2005): la costruzione di una nuova strada (via Songshan) costringe ad un nuovo spostamento nel cimitero pubblico di Houhelu.
Sede attuale: dal 2005, le sue spoglie riposano nel cimitero cattolico di Songshan, nella contea di Dengfeng.
Nel 2001, la diocesi di Zhengzhou ha eretto una stele per onorare i suoi “grandi meriti” che devono durare in eterno. Ancora oggi, la sua tomba è meta di pellegrinaggio per fedeli e personale medico del suo ospedale, che vedono in lui la radice spirituale della loro comunità. Quei fiori freschi posati ancora costantemente sulla tomba del primo vescovo di Zhengzhou simboleggiano meravigliosamente lo “spirito di viva fede”.
La tradizione continua
Nel Santuario Conforti, il 27 giugno, Simon è stato ordinato diacono, per l’imposizione delle mani di mons. Natale Paganelli, Superiore regionale dei Saveriani, e con la partecipazione di una quarantina di confratelli venuti da tutte le Circoscrizioni saveriane per partecipare al Convegno Internazionale “Il volto umano del Saveriano” (17-27 giugno).
Simon, giovane saveriano e figlio del “Regno di Mezzo”, dove decine di confratelli hanno testimoniato il Vangelo nella prima metà del secolo scorso, continuerà la missione ricevuta da Dio attraverso il ministero diaconale in vista dell’ordinazione presbiterale. “La chiesa spirituale”, di cui parlava Calza nel 1938, continua a crescere rigogliosa ed intensa.
Il ritorno delle “reliquie”
Alla vigilia di questa significativa ricorrenza, durante la veglia di preghiera, sotto il “crocifisso di San Conforti” sono state tumulate delle “reliquie” del primo vescovo saveriano ordinato dal Fondatore.
Entrando dunque nel Santuario Conforti, Parma potrà onorare i suoi figli: San Guido M. Conforti, i beati martiri di Uvira, il parmense Caio Rastelli, deceduto 125 anni fa in Cina e deposto ai piedi del crocifisso del Santuario Conforti, e, ora, nello stesso luogo di Rastelli, anche mons. Luigi Calza.
L’augurio
A Simon e ai 40 Saveriani del “Volto umano”, un augurio: che continuino a costruire “gli edifici spirituali”, nel nostro mondo di incessante mutamento e fragilità materiale. Che siano capaci, come Luigi Calza, di erigere opere le cui radici siano così profonde da sopravvivere ai bombardamenti del tempo.







