Spaccato di vita saveriana
Gentilissimi, sono entrato dai Saveriani a Vicenza nel lontano 1963, avevo 10 anni e ne ho trascorsi 11 nella congregazione fondata da S. Guido Conforti. I Saveriani sono diventati la mia seconda famiglia. Mia mamma nel 1965 ha richiesto il giornale che da allora ci arriva sempre. Lo aspetto ogni mese, perché è utile per tenermi in contatto con il mondo saveriano, per leggere gli articoli dei missionari che ho conosciuto o che sono stati miei compagni d’istituto. Per me è davvero gratificante. Vi mando un’immagine del 1966, tratta da “Missionari Saveriani”, in cui sono ritratto assieme ai miei compagni ‘apostolini’ di Vicenza. A proposito di archivio, conservo con cura tutte le copie del giornale, ricevute in questi lunghi anni. Grazie per il grande lavoro che fate per inviarci ogni mese uno spaccato della vita saveriana, della spiritualità del nostro ordine e le notizie delle missioni nel mondo. Continuate così! Corrado Bartolomei, Roma
Carissimi “Missionari Saveriani”, grazie per le gradite preghiere per il mio assai modesto contributo alla vostra preziosissima opera. Grazie anche del giornale, dove si possono leggere le reali notizie del mondo. Con affetto! Edda, Cuneo
Ringraziamo Corrado ed Edda per le parole che hanno speso per noi e che giriamo a tutti i Saveriani nel mondo, veri protagonisti del nostro giornale. Senza di loro, potremmo fare davvero poco. Corrado, poi, è un ‘Saveriano’ a tutti gli effetti e ci commuove la sua partecipata vicinanza alle nostre iniziative editoriali, compresa la rivista “Missione Oggi” del suo compagno p. Mario Menin. È sempre commovente leggere e sentire l’affetto degli ex allievi, detti anche ‘apostolini’. Sono quei ragazzi che per un periodo della loro vita hanno camminato nella congregazione, formandosi e acquisendo una sensibilità missionaria e saveriana che sempre li ha accompagnati, anche quando hanno deciso di percorrere altre strade. Ogni tanto, soprattutto nelle pagine delle comunità, raccontiamo dei loro incontri che riportano a galla esperienze, aneddoti, ma soprattutto tanta amicizia e riconoscenza per la congregazione che li ha visti crescere per una parte della loro vita. Per questo, si sentono sempre un po’… Saveriani nell’anima.
È poi naturale che, a fronte di un’offerta, di un supporto economico, le comunità scrivano per ringraziare. È un gesto doveroso. Grazie ad Edda e a tutte e tutti voi anche per questa forma di aiuto, sempre prezioso per il nostro lavoro.








