Mons. Battaglierin - A cent'anni dalla nascita
Il motto episcopale di mons. Dante descrive la sua vita: “Impendam et superimpendam pro animabus”, cioè, “Mi darò, mi spenderò per le anime”. Il grande coraggio apostolico, unito all’instancabile laboriosità, gli permise di affrontare situazioni molto difficili, in Cina e in Pakistan orientale.
Era affezionato alla famiglia e alla Laguna, ai suoi confratelli e alla congregazione, di cui voleva sempre sentire parlar bene: “Si tengano coperte le nostre miseriole, per senso di delicatezza”. Sapeva essere amico fedele e confidente sincero. Ha amato la chiesa e l’ha obbedita: “Per obbedienza sono pronto a far tutto”, confidava al superiore generale p. Gabriele Ferrari.
Quest’anno, mons. Dante Battaglierin è stato commemorato, nel centenario della sua nascita, proprio in quel luogo della Laguna di Venezia, dove è stato educato alla fede e al servizio al vangelo.
Una bella occasione per proporre a tutti i cristiani del patriarcato come rispondere, anche oggi, all’urgenza di testimoniare il vangelo davanti a tutti e di spenderci per il bene dell’umanità, secondo il disegno che Dio ha per ciascuno di noi. Sottrarci è impossibile. Ritardare è rischioso.







