Missione dell’accoglienza sulle strade della Calabria
Dal 2 al 10 ottobre, insieme a Missio Giovani e a giovani locali, una quindicina di missionari e missionarie dei quattro Istituti missionari nati in Italia, maschili e femminili (Consolata, Comboniani, Pime, Saveriani), hanno vissuto un’esperienza tra la gente nelle diocesi di Lamezia Terme e Oppido Mamertina, in Calabria. Ecco il racconto di Simonetta Caboni e Licha Santiesteban, che vi hanno partecipato.
Per più di una settimana, le stradine che portano alle diverse chiese di Rosarno (RC) erano il luogo dove ritrovarci con la gente del paese per iniziare e concludere la giornata. Sì, perché mentre il sole si alzava e il paese riprendeva vita, noi ci incontravamo per l’Eucarestia. Poi, continuavamo il cammino per raggiungere le scuole, le case di ammalati e famiglie, le tendopoli degli immigrati.
La strada è diventata lo spazio dove incontrarci, iniziare a dare nomi ai volti, rallentare il passo quando qualcuno ci riconosceva, salutare e chiacchierare. La strada è stata anche il luogo dove sentirci stranieri accolti, lo spazio della missione da costruire insieme alla gente. Oggi, rivediamo i volti incontrati e le storie ascoltate. E continuiamo a meravigliarci per l’accoglienza ricevuta, per la ricchezza del camminare insieme.
Ripassiamo i volti degli ammalati che ci hanno accolti per pregare insieme. Riascoltiamo le domande dei bambini. Gustiamo ancora i sapori forti dei piatti condivisi con le famiglie. Ricordiamo gli sguardi dei tanti fratelli africani arrivati in questa terra di migranti. Ricordiamo fratelli e sorelle, italiani e africani, inginocchiati a pregare Dio senza stancarsi.
All’inizio le persone ci guardavano con un po’ di diffidenza, quasi a chiedersi: che cosa diranno di nuovo? Pian piano gli spazi umani si sono aperti all’ascolto e allo scambio. Come un raggio di sole penetra e illumina, cosi lo Spirito Santo è entrato nelle nostre vite, generando condivisione. Abbiamo trovato persone desiderose di ascoltare la Parola di Dio, giovani che si chiedevano come poter realizzare la missione negli ambienti in cui vivono, bambini che hanno pregato il rosario per i loro coetanei più poveri, genitori ammirati da questa modalità semplice che ci permette di arrivare così lontano. Abbiamo visto persone che hanno riconosciuto Dio presente nelle loro storie. Com’è bello essere testimoni di un Dio che si manifesta al suo popolo!
Abbiamo trascorso anche una giornata con le persone che si stanno recuperando da una dipendenza (alcool o droga) e desiderano dare un senso a ciò che vivono ogni giorno, gustando la bellezza della vita. Ogni giorno meditano il vangelo, scegliendo una parola che li guiderà durante la giornata. Hanno scoperto il valore di fare ordine nelle diverse dimensioni della propria vita e si riconoscono persone degne di dare e ricevere rispetto.
Quella di Rosarno è stata un’esperienza di vita comunitaria, in cui si sono condivise difficoltà e gioie della missione. Tutti insieme abbiamo dato e ricevuto, abbiamo guardato e siamo stati guardati da un Dio sempre nuovo. Papa Francesco non si stanca di invitarci ad assumere uno stile di vita missionario ovunque ci troviamo e con chiunque siamo: “Cristo vive e ti vuole vivo!”.







