Missionari come comunità
In termini di coinvolgimento accademico, dal 2004 p. Fabrizio insegna Sacra Scrittura nella Facoltà Teologica ed è invitato di tanto in tanto nelle parrocchie e nelle comunità religiose per convegni e ritiri biblici. P. Paulin ha insegnato presso il Dipartimento di Studi Religiosi dell’Università Cattolica di Fu Jen dal 2013 al 2020. Dopo aver collaborato con la Commissione per il dialogo interreligioso e la cooperazione ecumenica della Conferenza episcopale, ora presta il suo servizio a Roma nel Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso in Vaticano.
Fin dall’inizio, abbiamo visto la collaborazione con altre congregazioni religiose come un’area importante del nostro coinvolgimento. Il China Forum (ancora attivo dal 1996) è un incontro periodico di persone (religiosi e laici) interessate a studiare, condividere e cercare diversi modi di aiutare la Chiesa e i fedeli nella Cina continentale. È iniziato sotto l’impulso di p. Joe e del defunto p. Franco Belfori SJ. La nostra comunità continua ad ospitare questi incontri, che sono caratterizzati da un grande spirito di fraternità e collaborazione. Un altro servizio è il Corso di Iniziazione per i nuovi missionari. Questo corso di formazione offerto dal 2003 è ora sotto l’egida dell’Associazione dei Superiori Maggiori delle Famiglie Religiose di Taiwan.
In termini di servizio alla società taiwanese in generale, due confratelli sono stati invitati a partecipare al Programma nazionale di Master in educazione alla vita per insegnanti nelle scuole, corso attivo dal 2003.
Secondo il carisma saveriano e la nostra tradizione, la presenza nella Chiesa locale è molto segnata e sostenuta da un forte spirito comunitario e missionario. In termini di spirito comunitario, crediamo che essere missionari come comunità, il motivo per cui siamo insieme come Saveriani, sia più fruttuoso che essere dei navigatori solitari. Secondo le parole del nostro Fondatore: “Il risultato missionario sarà proporzionale al dono che offriamo. Possiamo aspettarci tutto se offriamo tutto (i voti, la vita comunitaria)”.
In pratica, cerchiamo di discernere, condividere e decidere i nostri impegni ministeriali come comunità. Questo spirito di comunione influenza anche le nostre relazioni. I nostri amici individuali diventano amici della comunità. Abbiamo bisogno gli uni degli altri per rendere visibile il Vangelo. Per quanto riguarda lo spirito missionario, continuiamo a discernere la nostra chiamata missionaria e le sue implicazioni per noi e per tutti i membri della comunità parrocchiale dal catecumenato in poi. Insieme, possiamo essere missionari per i nostri vicini e in questo ambiente. Continuiamo a sorprenderci del numero di fratelli e sorelle che si avvicinano a noi con il desiderio di conoscere Gesù, sperimentare la sua presenza nella loro vita quotidiana e diventare parte della Chiesa. Questa è veramente l’opera di Dio. Supera tutti i nostri sforzi e per questo continuiamo ad essere grati.








