Lemma e logo giubilare
I Saveriani di Roma hanno ospitato suor Simona Brambilla (missionaria della Consolata), Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. “Stare con voi missionari è sempre bello e consolante”, ha detto introducendo la sua riflessione sull’argomento del Giubileo (“Pellegrini di Speranza”) e sul logo (àncora a forma di croce). Suor Simona ha sviluppato due punti: il pellegrinaggio come movimento “attivo” e “ricettivo”; l’àncora e il pellegrinaggio “ancorato”. Il Giubileo richiede sì un movimento esteriore (luoghi, porta santa, iniziative…), ma anche e soprattutto interiore. La parola “pellegrino” indica movimento, cammino, uscita, spostamento (da una determinata cultura, terra, mentalità, geografia, schemi mentali…). Per un missionario l’andare, l’uscire è essenziale. Spostandoci, ci trasformiamo, cambiamo prospettiva, donando noi stessi portiamo là dove andiamo quello che noi stessi abbiamo ricevuto. C’è però un altro aspetto che forse viene meno sottolineato nel pellegrinaggio: il movimentorecettivo. Il pellegrino è soprattutto colui che riceve: mangia quello che gli danno, respira un’aria diversa, accoglie un clima (meteorologico e antropologico) diverso… Riceve nuove categorie e schemi di pensiero, di sensibilità, affetti, sentimenti, di modi diversi d’espressione, simboli, tradizioni, fede e spiritualità. Come consacrati missionari siamo chiamati ad avvicinarci all’altro, “ricevendo”; capaci di riconoscere il bene, il buono che c’è nell’altro.
Il secondo elemento è l’àncora. Essere pellegrini ancorati sembra una contraddizione per chi è chiamato a partire. Ma l’àncora è a forma di croce. E senza quest’àncora il nostro pellegrinaggio si perde… andiamo di qua e di là. Senza questo legame viene a mancare la forza di dare e di ricevere. Quest’àncora, questa croce, affonda, si radica nel costato di Cristo. È il nutrimento della nostra fede, della nostra fiducia, vissuto come dono più che come conquista. Il pellegrino, il missionario, in questa àncora sperimenta di avere una casa.








