Skip to main content

''Mi ritiro'' con Dio… L’esperienza ''Compro-missione''

Condividi su

L'ultimo week-end di marzo, i saveriani di Salerno hanno proposto a noi del gruppo "Compro-missione" di vivere un'esperienza insolita di dialogo con Dio: un ritiro di silenzio e solitudine, di meditazione a tu per tu con Lui. Eravamo a Vietri di Potenza, un incantevole paesino d'altura, all'interno del convento dei frati minori cappuccini.

Di cosa ha sete il nostro cuore?

La nostra guida è stato un frate cappuccino, che ci ha illustrato la storia dei francescani e dei cappuccini e ci ha fatto riflettere sul significato della quaresima, come recupero e ridefinizione del battesimo nella vita di tutti i giorni.

La sera, poi, abbiamo partecipato intensamente alla veglia di preghiera e all'adorazione Eucaristica, meditando sul tema della "sete di Dio", sulle tracce dell'incontro di Gesù con la samaritana al pozzo. Ci siamo interrogati di cosa ha sete il nostro cuore, se abbiamo gustato l'acqua viva offertaci da Cristo, se abbiamo goduto per il dono della sua presenza e se siamo pronti a lasciar "cadere la brocca" (tutto ciò che non è acqua viva) per attingere alla fonte di Dio.

Le "utopie" di san Francesco

Il secondo giorno, il frate cappuccino ci ha parlato delle "utopie" che san Francesco d' Assisi aveva maturato nella sua mente e nel suo cuore, nella chiesetta di san Damiano: vivere la vita secondo un ideale alto e seguendo alcune regole d'oro.

La prima regola che Francesco dà a se stesso e ai suoi frati è quella della povertà evangelica: vivere con il sostegno della Provvidenza divina ed essere liberi nei confronti dell'idolo denaro. L'altra regola è la fraternità: vivere da fratelli significa vivere da "uguali". La terza regola è avere il cuore rivolto al Signore, attraverso la contemplazione, la preghiera e il lavoro.

Tanta fiducia in Dio

Nella riflessione personale ci hanno guidato alcune domande: che senso ha impegnarsi nel proprio cammino di vita, se il sogno di Dio si rivela un'utopia irrealizzabile? Da cosa è necessario liberarci per realizzare il disegno di Dio nella nostra vita? Qual è il nostro contributo individuale a realizzare l'utopia di Dio? Il sogno che noi abbiamo immaginato per la nostra vita, corrisponde a quello che il Signore ha pensato per ognuno di noi da sempre?

Durante la condivisione finale, abbiamo capito che l'utopia dei cristiani è proprio quella di vivere ciascuno la propria vocazione, anche se non conosciamo cosa ci riserva il domani. L'importante è essere umili nel servizio ai fratelli ogni giorno, senza troppi "ma" o "se", e con tanta fiducia in Dio.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 3332.37 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Marzo 2002
Alcuni la chiamano memoria del cuore. Altri affermano che c'è un piccolo angolo della nostra memoria dove ciascuno di noi, i popoli, l'umanità, tutti…
Edizione di Settembre 2009
È la terza volta che rimango in strada con la vecchia macchina, che ha fatto più di 250mila chilometri. Negli ultimi mesi è stata più in officina che…
Edizione di Settembre 2009
Guardando un programma televisivo sul volume di p. Luigi Soletta "Il sole a mezzanotte", ho scoperto che l'autore era un missionario sardo. Il libro…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito