Mamma in oriente, Ho risparmiato la legna
Sono sempre più numerose le persone che si mettono in viaggio per andare a conoscere direttamente la vita dei missionari. Tra queste, spesso ci sono anche i genitori degli stessi missionari. In questo spazio, vogliamo presentare queste esperienze, una alla volta. Certamente hanno colpito profondamente i genitori e i figli missionari, che le hanno vissute.
Iniziamo con il racconto che mamma Silvana Tosolini ci ha fatto. Lei addirittura ha due figli missionari: p. Tiziano in Giappone, p. Fabrizio a Taiwan. p. Domenico Meneguzzi, sx.
Non avrei mai pensato che un giorno avrei fatto visita ai miei due figli missionari.
Eppure anche questo è avvenuto e tutto si è svolto in modo molto semplice. Quando Tiziano è tornato in Giappone, nel gennaio scorso, sono andata con lui. Poi, da lì sono passata a Taiwan per salutare Fabrizio. Infine, da Taiwan sono rientrata di nuovo in Giappone per far ritorno in Italia da sola. Ma ormai ero pratica di voli e di aeroporti.
Taiwan e il clima fraterno
Cosa mi ha colpito di più a Taiwan? Tante, tantissime cose. Taiwan è un paese moderno, forse più dell’Italia. A Taipei c’è il grattacielo più alto del mondo. Ma soprattutto c’è la comunità cristiana e la piccola parrocchia dove lavorano i missionari saveriani. Qui ho trovato un clima talmente accogliente e fraterno, che mi faceva quasi dimenticare l’impossibilità di parlarci, vista la differenza delle lingue.
In particolare, mi sono trovata bene con il gruppo delle signore anziane che al mattino, prima della Messa, recitano il rosario. Mi sembrava di essere nel mio paese, quando, prima della Messa, anche noi diciamo il rosario. E poi, quanta cordialità, quanti regali! Sono tornata consolata: mio figlio è in buone mani.
Il Giappone e l’ordine
In Giappone è tutto diverso. Tiziano vive in una comunità dove non c’è parrocchia. Solo la domenica va in una chiesa vicina a dire la Messa. È un tipo di vita più solitario; le attività si svolgono prevalentemente davanti al computer. Ho visitato alcuni luoghi importanti. Tutto è molto ordinato fin nei minimi dettagli, con un’armonia incantevole. Il popolo giapponese e quello cinese sono davvero due grandi popoli, che speriamo si aprano alla fede.
Tornando, ero molto felice. E ho avuto anche un piccolo vantaggio: siccome ero via da casa, non c’è stato bisogno di accendere il fuoco. Così ho risparmiato un bel po’ di cesti di legna!







