I frutti del lavoro missionario
P. Italo Noris, nativo di Dalmine, ha speso la sua vita in Congo. Ci racconta della vivacità della vita cristiana nel continente africano.
Carissimi amici di “Missionari Saveriani”, per la 17.ma volta, in quarantotto anni di vita missionaria in Congo, ho preso l’aereo per rientrare in Italia. Mi godrò un po’ di riposo e farò il “tagliando” alla mia vettura personale, un po’ acciaccata, visto i freschi ottant’anni appena compiuti.
Progetti umani e vangelo…
Con p. Nicola Colasuonno e p. Ciza Donatien, congolese, abbiamo iniziato la nuova parrocchia di Panzi-Bukavu. È un’emanazione della parrocchia di Cahi, che aveva superato abbondantemente il numero di centomila persone, il 50% dei quali già battezzati.
Panzi ha cinquantamila abitanti, di cui trentamila battezzati. Siamo all’estrema periferia di Bukavu (8 chilometri dal centro), città caotica con un milione e mezzo di abitanti, nata senza un piano regolatore e dove le liti per terreni non catastati né abilitati alla costruzione, causano continue accuse e controaccuse.
Nella nuova parrocchia, siamo molto impegnati in campo sociale nel progetto di “promozione umana ed evangelizzazione”. Aiutiamo la gente nelle necessità primarie: acqua, scuole elementari per oltre duemila iscritti, una scuola di falegnameria per i giovani e una meccanica ed edile.
Cifre che gonfiano il cuore!
Insomma, è necessario costruire la base umana della persona e sopra farci nascere il cristiano.
Per questo, la gente ci segue molto. E coloro che frequentano la catechesi di quattro anni per farsi battezzare e ricevere gli altri sacramenti, ci regalano poi soddisfazioni morali enormi. In questo modo, siamo ripagati degli sforzi e dei sacrifici che facciamo per accompagnarli nella loro crescita umana e spirituale.
Il 26 marzo, nella Messa notturna del Sabato Santo, abbiamo amministrato 180 battesimi ad adulti che terminavano i quattro anni di preparazione catechistica. Il sabato dopo Pasqua, 2 aprile, 280 battesimi di bambini da 0 a 3 anni. Il 15 maggio, Pentecoste, 380 cresime e il 29 maggio, Corpus Domini, 320 prime Comunioni. Sono cifre che gonfiano il cuore di estrema consolazione!
Grazie di averci sostenuto
Ogni domenica, celebriamo quattro Messe, tutte molto frequentate, in stile africano: canti, danze di bambini e varie preghiere d’invocazione. Ogni Messa vede la presenza di oltre millecinquecento persone, tutte sedute nella nuova chiesa che abbiamo costruito a forma ottagonale. Il giorno di Pasqua, abbiamo contato più di duemila bambini: sono scene di testimonianza gioiosa e festosa della fede di queste persone.
Colgo l’occasione per ringraziare con riconoscenza immensa molti amici che ci hanno sostenuto con la preghiera e con gesti concreti di condivisione per aiutare questi nostri fratelli a raggiungere un livello di vita decorosa. Il Signore ricompensi tutti, come solo Lui sa fare, superando di gran lunga il “grazie” umano, che pure è sincero e devoto.
Sosteniamoci reciprocamente con la preghiera, affinché ciascuno di noi sappia dare una testimonianza di fede, vero amore, accoglienza e misericordia, là dove la Provvidenza ci chiama ad agire.







