Giubileo sacerdotale in diaspora
Avremmo dovuto essere in tredici - p. Valeriano Ruaro, p. Livio Salvetti, p. Igino Sala, p. Giulio Simoncelli, p. Francesco Grasso, p. Umberto Domine, p. Pio Pasini, p. Luigi Brioni, p. Carlo Lucini, p. Sandro Parmiggiani, p. Remigio Serra, p. Giuseppe Veniero e p. Savio Corinaldesi - a celebrare tutti insieme il 50° della nostra ordinazione presbiterale, il 15 ottobre scorso.
Eravamo invece solo in sei a poter tornare al "nido" dal quale prendemmo il volo in 25, "configurati a Cristo, sommo ed eterno sacerdote", suoi "alter ego" grazie all'ordinazione sacerdotale, portatori e testimoni del suo lieto messaggio ai poveri....
Una singolare coincidenza
Cinquanta anni di diaspora prevista, accettata e ancora incompiuta: nove chiamati a sé dal Padrone della vigna; cinque diversamente occupati nelle retrovie della missione in varie comunità d'Italia; otto tuttora alle frontiere della missione in Amazzonia, Bangladesh, Camerun, Congo, Giappone e Sierra Leone; e tre ambulanti su altre vie.
Felice e singolare la ricorrenza del nostro giubileo sacerdotale in coincidenza con la canonizzazione (domenica 23 ottobre 2011 - giornata missionaria mondiale) del nostro padre e fondatore, Guido Maria Conforti, vescovo della chiesa e missionario del mondo. Anche noi, sacerdoti della chiesa e missionari del mondo come Cristo Gesù, sacerdote e missionario del Padre.
Presto detta, ma è questa la tremenda e sorprendente duplice dimensione della realtà che ha conferito a ciascuno di noi come una nuova identità, un volto nuovo, trasparenza dello stesso volto di Cristo. Suo esclusivo dono d'amore, a prescindere da ogni merito o titolo personale, nella maniera più assoluta.
Con san Guido Conforti, anche noi confessiamo: "Il Signore non poteva essere più buono con noi!".
Continua ancora la meravigliosa avventura
Dall'alto dei nostri 50 anni di sacerdozio missionario e religioso, come dall'alto di quelle vette protese verso il cielo terso e azzurro che anche noi riuscimmo a scalare nei verdi anni liceali, quante cose mozzafiato ci fai scoprire, o divino Maestro, da te operate per mezzo del tuo Spirito, protagonista della missione!
Durante l'Eucaristia abbiamo condiviso qualcuna di queste esperienze, sentendo riacutizzarsi in cuore la nostalgia della missione, quasi invidiando i confratelli che sono ancora attivi sul campo: le scuole, le chiese, i centri comunitari, gli ambulatori medici...; ma soprattutto le comunità vive e dinamiche fatte nascere e accompagnate nella coraggiosa e gioiosa rivendicazione, a volte anche tinta di sangue, di condizioni minime di vita più umana.
Per questo e tanto altro abbiamo detto dal profondo del cuore: "Grazie, Maestro, che un giorno hai voluto incontrarci, chiamarci per nome e farci camminare con te per le strade del mondo!".
La meravigliosa avventura continua.








