Di passaggio a Roma da Cipro
Arrivando dall'isola di Cipro, ho sostato al collegio "Conforti" di via Aurelia, come spesso faccio quando passo per Roma. Dopo aver lavorato in Terrasanta per tre anni, sono ora da un anno a Cipro per dare una mano ai francescani che sono nell'isola da vari secoli.
Nella Cipro divisa
Cipro continua ad avere un confine che separa la zona greca ortodossa-cristiana, che corrisponde al 75% dell'isola, da quella invasa dai turchi, con splendide spiagge che attirano migliaia di vacanzieri. Oltre all'invasione turistica, è sopraggiunta l'invasione di migranti da tanti altri paesi.
Io mi occupo di loro, insieme ad altri due sacerdoti: siamo al servizio pastorale dei vari gruppi etnici che vivono a Nicosia, la capitale dell'isola. È una realtà tipicamente missionaria. Do una mano anche nella nunziatura, essendo io l'unico italiano, per i contatti con l'ambasciata italiana e con i gruppi di lingua inglese. Ma non faccio "il nunzio"; faccio "l'annunciatore", come ogni buon missionario.
Io sono missionario e sono felice di appartenere alla famiglia saveriana di san Guido Conforti, pastore universale.
I superiori hanno rinnovato per me il contratto con il custode di Terrasanta, il francescano p. Pierbattista Pizzaballa per un altro anno di servizio, fino all'estate del 2013. Hanno bisogno di me e di altri sacerdoti missionari che sentono la vocazione di provvedere alle necessità di migliaia di persone arrivate da paesi lontani, che bussano alla porta in cerca di un riferimento spirituale e di un intervento umanitario per il rispetto delle loro persone e dei loro diritti.
Con i migranti in Terrasanta
Come missionario, sempre alle dipendenze della "Custodia francescana di Terrasanta", ho lavorato per un anno in Giudea (a Gerusalemme e a Betlemme) e per due in Galilea (a Tiberiade e a Nazareth). In tutti i posti ho avuto in cura pastorale i fedeli provenienti dall'Asia (cingalesi, indiani, birmani, bengalesi e filippini), e quelli venuti dall'Africa (nigeriani, camerunesi e tanti altri). A questi vanno aggiunti gli ottomila soldati dell'Onu, molti dei quali erano latino-americani.
La gente è felice di incontrare un sacerdote missionario e spesso ringrazia con queste parole: "Grazie, padre per essere qui, perché abbiamo bisogno di te e dell'aiuto di Dio!"
Se venite in pellegrinaggio a Cipro, sarò felice di incontrarvi e di accompagnarvi (padrevito@mail.com).








