La terza immagine della Casa Madre
Questo enorme fabbricato che è la Casa Madre dei Saveriani in Viale S. Martino 8, nella sua più che centenaria storia, ha conosciuto due suggestive immagini con cui è stata descritta. La prima si deve a mons. Magani, che vi vide un "nido" da cui numerosi aquilotti avrebbero spiccato il volo. La seconda, non saprei inventata da chi, si rifaceva a un "grande alveare", brulicante di vita.
Forse, quello che entrambe le immagini lasciavano intuire era una reale vocazione, il DNA di un luogo deputato a facilitare l'entrata e l'uscita. Così, la mia mente si è fissata su questa possibile suggestione e ho fatto qualcosa che ha dello stravagante. Dopo gli improbabili 239 cammelli di cui scrivevo due mesi fa, mi ha preso il buzzo di contare porte e finestre che sono scavate nei mattoni rossi dell'edificio. Ci sono rimasto di stucco. Ne ho contate ben 524, ovviamente contando solo quelle che danno sull'esterno. Tuttavia non pensate, come verrebbe spontaneo, che una terza immagine per raccontare questa Casa potrebbe essere il "gruviera". Non potrei andare fiero di una immagine così banale. Rimane il fatto che questa casa è così traforata che di più non si potrebbe.
In effetti, coloro che quotidianamente varcano i nostri cancelli, costituiscono la più varia umanità. E si contano a migliaia, ogni anno. Gli aquilotti, dopo una vita errabonda in giro per il mondo, rientrano loro malgrado. Le operose api ronzano di meno. È certo però che la Casa non si è snaturata, non si è messa sulla difesa, non ha messo in mora gli accessi. Le tante porte e finestre che chiudono e aprono allo stesso tempo, in un gioco di permanenza e provvisorietà, di quiete e slancio, di afferrare senza trattenere, sono le caratteristiche dell'accoglienza. Cancelli spalancati, giardino, parcheggio, santuario, museo, biblioteca, infermeria, refettorio, salette e sala conferenze consentono un traffico assai sostenuto in un ambiente non proprio asettico. Spesso e volentieri, l'intera casa si riempie perfino degli odori che provengono dalla cucina, come nelle case di famiglia. Accoglienza senza segreti.







