La tappa ravennate della Saverianità
Sono diversi i gruppi che frequentano la nostra casa chi per una mattinata di riflessione, chi per una fine settimana di ritiro. Quelli che si fermano per periodi più prolungati sono certamente i nostri confratelli Saveriani per assemblee o sessioni di lavoro e riflessioni per settore. Nel mese scorso abbiamo accolto un gruppo che sta vivendo un anno particolare: l’anno della saverianità.
Questa proposta è nata dalla volontà dell’ultimo Capitolo Generale (tenutosi a Bukavu, in Congo RD, nel luglio 2023) che voleva venire incontro al desiderio espresso da molti giovani Saveriani, non italiani, di poter conoscere e vivere per un periodo nei luoghi dove il nostro Fondatore, San Guido Maria Conforti, era stato mentre pensava di dare inizio alla nostra Congregazione.
È stato dunque elaborato un progetto di “formazione permanente” della durata di un anno. In questo periodo il primo semestre è dedicato allo studio della lingua italiana, mentre il secondo alla conoscenza del Conforti e dei luoghi dove lui ha mosso i suoi passi, principalmente a Parma e a Ravenna, città dove è stato anche Vescovo.
Gli otto Confratelli, originari dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, che stanno vivendo questa esperienza, guidati da p. Paolo Tovo, hanno avuto modo di incontrarsi con tanti testimoni della missione, saveriani, saveriane, laici saveriani, che hanno condiviso le loro esperienze umane, spirituali e apostoliche, mostrando un volto variegato della missione e della spiritualità nata dal Conforti, ispirato dalla figura di San Francesco Saverio.
In questo modo, coloro che partecipano a questo anno della saverianità non si limitano alla sola conoscenza di San Guido, della storia del nostro Istituto e dei luoghi delle origini dei Saveriani, ma hanno anche la possibilità di vivere un percorso spirituale personale alla riscoperta delle radici della propria vocazione missionaria, per rinnovarne lo slancio e approfondirne le motivazioni.
Il gruppo è stato ospite a San Pietro in Vincoli per una settimana. Oltre all’incontro con la comunità saveriana locale, i giovani confratelli hanno conosciuto il periodo meno noto della vita di mons. Conforti che, per 3 anni, è stato anche Arcivescovo di Ravenna. Hanno visitato la Cattedrale e i luoghi più significativi di questa città ricca di storia e cultura. Un altro momento significativo è stata la visita al Santuario francescano de La Verna dove, secondo la tradizione saveriana, il Fondatore avrebbe redatto la sua Lettera Testamento… con i pensieri più cari e profondi che Conforti ha voluto lasciare in eredità ai suoi figli.
L’anno della saverianità è un tempo significativo perché, partendo dal tempo degli inizi della missione saveriana ma tenendo conto che viviamo in un mondo in continua e rapida evoluzione, vuole proporre un aggiornamento missionario. Fa aprire gli occhi sulle nuove sfide poste alla missione oggi dalle diverse realtà sociali nei i vari continenti, anche di fronte alle nuove tecnologie della comunicazione, all’intelligenza artificiale, in un mondo dominato da logiche di potere, generatrici di conflitti e violenze, dove l’umano sembra perdere sempre più il suo valore.
È sempre interessante condividere tempi di incontro e conoscenza con i confratelli più giovani provenienti da altri continenti. Questi momenti di scambio ci aiutano ad allargare il nostro orizzonte e a immaginare la Chiesa del futuro: più colorata, composta di fratelli e sorelle di culture e lingue diverse, ma che si riconoscono famiglia di Dio grazie all’amore forte per Gesù, per il suo Vangelo e per la comune vocazione missionaria che ci spinge a mettere a disposizione la vita per “fare del mondo una sola famiglia”.







