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Fin dai primi anni di presenza dei Saveriani in viale San Martino 8 (1901-1902), esisteva una prima piccola grotta dedicata alla Madonna, situata nella zona est dell’area dell’Istituto saveriano, confinante con il podere Marchi. Col tempo, però, cresceva anche il desiderio di offrire a quel luogo di preghiera uno spazio più ampio e degno.

Con il beneplacito del Comune di Parma, e ispirandosi al modello della celebre grotta di Lourdes, nasce il progetto di costruire qualcosa di più grande e degno. I lavori si concentrano in fondo al viale centrale dell’orto, nel posto prima occupato dal pergolato. Era il marzo 1931 e tutto si conclude in due mesi.
La cerimonia di inaugurazione avviene l’8 dicembre dello stesso anno, festa dell’Immacolata, con Santa Messa solenne presieduta da mons. Luigi Calza (già vescovo in Cina), alla presenza del commendatore Liu-tao, appositamente arrivato dal Belgio, e una gran folla di persone, amici, benefattori e ammiratori dell’Istituto Saveriano.

Mons. Calza parla di Lourdes e delle sue meraviglie, illustra le relazioni dei missionari con la Madonna e dà la benedizione solenne alla statua. Infine ricorda che mons. Conforti, da poco scomparso, avrebbe desiderato partecipare. La celebrazione è allietata dal concerto bandistico e anche l’orchestrina saveriana si faceva onore.
La cerimonia avrebbe dovuto svolgersi al termine dell’anno scolastico, ma era stata rimandata perché la prima statua di marmo offerta da fr. Albertino Berruti, direttore dell’Istituto La Salle, era troppo piccola. Si attende quindi la nuova statua, sempre procurata dallo stesso benefattore. A riconoscimento di ciò, i paggetti dell’Istituto La Salle hanno avuto un posto distinto nella funzione.

La grotta ha un ufficiale documento di costruzione. Si trova nel giardino dell’Istituto saveriano con libero accesso. Per questo, tantissime persone e gruppi sono venuti e tuttora vengono a pregare. Scout, gruppi parrocchiali, fedeli, religiosi e semplici cittadini di Parma: tutti hanno trovato in questo luogo un punto di riferimento spirituale. Spesso, durante la bella stagione, i missionari si radunano in preghiera e ogni confratello viene accompagnato lì per l’ultimo saluto prima della sepoltura. Tutte le sere del mese di maggio è consuetudine recitare il Santo Rosario con la gente del quartiere, che considera la grotta parte integrante della propria vita religiosa.

I fedeli della vicina parrocchia del Sacro Cuore, conosciuta anche come il Tempio, partecipano numerosi, in particolare l’ultima sera del mese di maggio, alla processione con le fiaccole: si parte dalla chiesa, sosta davanti alle suore del Buon Pastore, davanti alla casa del compianto signor Trombi (promotore di questa iniziativa), poi davanti alla statua di San Conforti, fino ad arrivare alla Grotta della Madonna di Lourdes per la festa conclusiva, durante la quale prendono parola il Rettore dell’Istituto e il parroco del Sacro Cuore.

pr Dipinto di P. CostalongaP. Ermanno Ferro, per oltre trent’anni guida del Santuario, delle memorie confortiane e grotta, ricorda, sorridendo, un episodio del 1975-1976, periodo in cui aveva l’incarico di Vice Rettore. I confratelli Andriolo e Vidale, infatti, si lamentavano a gran voce con lui perché non frenava gli studenti che lasciavano libere le capre di brucare i fiori attorno alla grotta. Un piccolo, vivace capitolo nella lunga storia di questo luogo.
Più solenne, invece, il contributo di P. Angelo Costalonga, conosciuto e stimato pittore, che ha riprodotto a tempera la grotta con alcuni confratelli: vi si riconoscono proprio i Fratelli Virgilio Andriolo e Isaia Vidale.

La grotta è quotidianamente meta di fedeli che giungono per pregare, ringraziare o chiedere aiuto alla Madonna. I missionari Saveriani sono orgogliosi di poter ammirare e condividere la sua presenza con quanti (da Parma e da più lontano) vi trovano conforto, silenzio e speranza. Un piccolo angolo di Lourdes in viale San Martino, che da quasi cent’anni custodisce la fede di una comunità.



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