E se la colpa fosse tutta di Amadeus?
Sconvolgente! Amadeus lascia la Rai e dovremo schiacciare un pulsante diverso per ritrovarlo ancora dietro ad uno schermo. Non c’è PACE nemmeno nel mondo della televisione. E fu così che guerre, conflitti, droni e missili sono stati silenziati da questa BOMBA mediatica. Forse lo stesso bravo e simpatico presentatore non avrebbe voluto tutto questo clamore attorno a sé. Lui che qualche tema importante dei nostri giorni l’ha portato perfino sul palco di Sanremo, a rischio di subire bacchettate. Anche le prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sono sfilate in riviera per la presentazione della mascotte. Ma, viene da chiedersi: avremo ancora la neve? O sarà tutta artificiale pure quella, anzi no scusate, programmata? Alla prossima discesa libera assisteremo tra le Tofane oppure in un palazzetto con il polistirolo sotto gli sci?
Questo numero racconta le conseguenze dei cambiamenti climatici, viste da angoli diversi del pianeta. Perché ciò che sta accadendo riguarda tutti. I problemi maggiori li vive chi nella natura è immerso e vive dei suoi frutti (i popoli nativi). Ma ognuno di noi è coinvolto. La percezione spesso ci inganna. Basta, per esempio, un periodo molto piovoso, per associare la pioggia al freddo. Qualche giornata normalmente fresca diventa glaciazione. In realtà, sono i dati che ci devono guidare e ce li può fornire solo chi studia sul campo il cambiamento climatico, che è ben diverso dalla condizione meteorologica. Sono riferimenti oggettivi che ci inchiodano alle nostre responsabilità, se non vogliamo finire in… autocombustione. Un sistema va corretto, ripensato, riscritto. E questo deve fare la politica, senza paura, mettendosi in ascolto, ma proponendo soluzioni che tutelino la salute di tutti, non solo il benessere di alcuni. Spesso, però, succede il contrario. Non ci crediamo, riteniamo di avere ancora tempo, il fattore produttivo ed economico si mette in mezzo e tutto si blocca, anzi torna indietro. Così le montagne (senza più neve) partoriscono topolini… Metterci del nostro non fa mai male. Qualche azione importante come segno di buona volontà non guasta. Inutile elencare qui le possibilità che abbiamo di contribuire. La speranza è nei giovani che hanno a cuore questi temi più dei loro padri e nonni. Facciamoci istruire da loro, per una volta. Senza rovinare opere d’arte con vernici di ogni tipo, ma il grido della terra e dei popoli diventi il nostro grido. Perché di ‘ambiente’ ci si ammala e si muore. E nel mese in cui festeggiamo le nostre mamme in terra e in cielo, vorrei ricordare Azzurra Carnelos, la 33enne di Oderzo (TV) che ha sacrificato la sua vita, sospendendo le cure contro un tumore, pur di far nascere il bambino che portava in grembo.








