Skip to main content

La gioia di cominciare da capo, In Sierra Leone

Condividi su

Nella giornata di animazione missionaria a Sant'Urbano (PD), in riva all'Adige, p. Amedeo Ghizzo e p. Franco Lizzit sono stati ospiti dei coniugi Antonio e Graziella Battistella. Hanno scoperto che due fratelli di "maestro Antonio" - così è conosciuto in paese - hanno sposato due sorelle di p. Antonio Senno, saveriano nativo della zona e missionario in Sierra Leone. Proprio per questo a Sant'Urbano si è sviluppato un profondo spirito missionario che ha contagiato anche la parrocchia di Vescovana e quelle vicine.

Abbiamo chiesto a padre Antonio di mandarci un racconto sulla sua missione e volentieri lo pubblichiamo per i tanti lettori che lo conoscono, sia in Veneto sia a Trecate Novarese.

Scrivo dalla missione di Fadugu, nella diocesi di Makeni in Sierra Leone. Da quattro anni il vescovo ci ha chiesto di consegnare la missione di Bumbuna al clero locale. Non c'è da meravigliarsi. È un processo ben noto alla chiesa missionaria: noi siamo inviati "alle genti" per aprire le strade al clero locale. Questa volta è toccato a me e a p. Domingo lasciare la vecchia missione di Bumbuna al clero diocesano e andare altrove per aprirne un'altra.

Tra dispiacere e gioia

Confesso che dispiace sempre lasciare una missione. Ma allo stesso tempo, la gioia di essere inviati per la prima volta in un nuovo territorio per annunciarvi la buona novella è incomparabile. Era un'esperienza che mi mancava in terra di missione. Sono contento di averla fatta. Vuol dire che qualche frutto è maturato.

Dirò di più: il vescovo ha mandato a Bumbuna don Henry Magbity, un sacerdote che avevo adottato a nome degli amici trecatesi fin dalle scuole medie. Ora, diventato sacerdote, ha preso il mio posto. Questo è il momento che ogni missionario sogna di vivere prima di far ritorno in patria: avere qualcuno che lo sostituisca e porti avanti il lavoro svolto.

La spirale missionaria

Ora ci troviamo a Fadugu. Non è stato facile cominciare a impiantare la chiesa dal nulla. Mentre l'autorità tribale (paramount chief) ha voluto i missionari nel suo territorio, non tutti erano d'accordo. C'è stata opposizione, ma alla fine la parola di Dio ha prevalso. Attualmente la gente ci vuole bene, anche se non mancano oppositori. Dalla storia sappiamo che la missione non ha mai avuto inizi facili in nessun luogo, neppure a Roma...

Con l'aiuto di tanti amici e benefattori, abbiamo costruito la casa, la chiesa e la scuola: un "trittico" che è difficile separare nelle nostre attività apostoliche. Ora ci stiamo allargando verso i villaggi vicini con il nostro metodo a "spirale missionaria": cominciamo da un punto e ci allarghiamo fin dove è possibile. Crediamo che il messaggio evangelico sia un dono che appartiene a tutti. Guai a noi se non condividiamo questo "tesoro" con gli altri!

La messe è molta, ma...

Grazie a una rete di catechisti e leader locali, ci stiamo spingendo in molte direzioni del territorio affidatoci. A volte ci mancano i mezzi, per esempio le biciclette per i catechisti e i leader. Ma in un modo o nell'altro, essi ci aprono tante strade per raggiungere la gente dei villaggi. E qui, fra i limba del reame Kassunko, alle porte del Koinadugu, i giovani e gli anziani aperti al vangelo sono migliaia.

L'anno scorso la nostra gioia è stata piena quando il superiore ha mandato un terzo missionario: p. Filiberto Corvini. Sfortunatamente, la salute precaria lo ha costretto a far ritorno in Italia. Ma subito dopo siamo stati benedetti dall'invio di un giovane saveriano indonesiano, p. Marselinus. Ora siamo tre missionari e ci pare di essere ancora troppo pochi. Più il tempo passa, più la missione si allarga e richiede la nostra presenza.

Non ci lamentiamo. Anzi, ringraziamo il Signore. Abbiamo varie comunità di villaggio, scuole elementari e medie, con decine di catecumeni, giovani e anziani. Ora è proprio il caso di dire: "la messe è molta, ma gli operai sono pochi". Sono sicuro che molte persone amiche dei saveriani pregheranno per noi, affinché la missione affidataci continui a portare frutti alla chiesa universale.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2324.43 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Gennaio 2005
Vita di fede, speranza e carità Vicenza, domenica 31 ottobre 2004. Una cappa imbronciata d’autunno non ha frenato l’affluire di centinaia di devoti…
Edizione di Aprile 2007
Noi saveriani abbiamo iniziato l'attività vocazionale in Burundi tre anni fa. Il 2 dicembre scorso, anticipando la festa di san Francesco Saverio, ab…
Edizione di Luglio/Agosto 2003
Contempliamo Gesù crocifisso. I patimenti e la morte del Nazareno debbono confermarci nella fede della sua divinità e della divinità della sua missio…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito