L'esperienza missionaria a Nias, I laici protagonisti
Nel gennaio 1996 mons. Alfredo Battisti, attualmente arcivescovo emerito di Udine, venne a trovarci all'isola di Nias, in Indonesia. Restò molto colpito per il coinvolgimento dei laici nella vita pratica di quella chiesa. Ebbe l'occasione di parlare ai sacerdoti del decanato che stavano facendo il loro raduno trimestrale.
Ai giovani che lo tempestavano di domande sulla sua diocesi e sui suoi giovani friulani, il vescovo rispose con semplicità e chiarezza, infondendo coraggio ed entusiasmo per il loro ruolo fondamentale nello sviluppo della chiesa. I sacerdoti invece - una ventina al servizio delle dieci parrocchie in tutta l'isola - si meravigliarono che nella diocesi di Udine ci fossero tanti sacerdoti, circa 400. La loro sorpresa era comprensibile, se si pensa che a Nias ogni parrocchia è servita normalmente da 2 sacerdoti, ma in media è formata da almeno 45 comunità, sparse su un vasto territorio collinoso, con poche strade e tanti sentieri argillosi.
Come accorciare le distanze...
La domenica i sacerdoti arrivano a visitare al massimo sei o sette comunità per celebrare l'Eucarestia. Nelle rimanenti, si celebra la liturgia della Parola, presieduta dal capo della comunità (che in qualche caso è una donna), oppure dal catechista della zona. Comunque, ogni due mesi circa, in ogni comunità si celebra l'Eucaristia con grande partecipazione di fedeli. Non sempre è possibile celebrare la Messa nel giorno di domenica; in qualche comunità il sacerdote arriva in un giorno feriale, secondo il programma definito nel consiglio parrocchiale.
Forse non è la soluzione ideale, ma questa situazione ha ispirato fin dall'inizio il vescovo e il clero a farsi aiutare dai laici, ritenuti veri cooperatori nella vita parrocchiale in base al battesimo che hanno ricevuto. Il merito è soprattutto dei padri cappuccini della provincia di Bolzano che dalla metà del secolo scorso hanno praticato questa strategia pastorale, favorendo una forte crescita della chiesa locale. Numerose sono le vocazioni maschili e femminili al sacerdozio e alla vita religiosa!
Sposati e con prole
Ogni capo comunità, detto "lektor", viene eletto dal consiglio parrocchiale, scelto tra tre persone indicate dalla comunità stessa. Tra i requisiti richiesti c'è che sia una persona sposata e con figli. Nella cultura Nias, infatti, finché non ci si sposa non è possibile avere un ruolo sociale. I diritti e doveri dei lektor sono illustrati nello statuto del consiglio parrocchiale.
Queste persone, che godono della fiducia della gente e sono disposte a servire la comunità, sono preparate al loro "ministero" con incontri periodici che si svolgono preferibilmente a Gùnungsitòli, la città principale, e ricevono poi il " mandato" dal vescovo, durante una Messa solenne.
Ogni sacerdote, poi, assieme al suo consiglio parrocchiale, organizza il programma pastorale negli incontri periodici con i suoi lektor. Gli incontri diventano veri momenti di crescita e opportunità per conoscere le varie situazioni e i problemi di tutta la parrocchia. Ogni lektor risponde del suo operato al parroco.
Gli anni più "gustati"
Nella chiesa del Nias ho lavorato gli ultimi sette anni dei 35 trascorsi in Indonesia. Sono stati veramente gli anni più belli e più gustati, se così posso dire. Avrei proprio piacere ad accompagnare qualche sacerdote friulano a vedere come si può fare molto con poco, avendo tante altre sorprese.
Così è successo a mons. Battisti, quando venne a trovarci. In visita a una comunità di suore francescane nell'isola Nias, dove gestiscono un policlinico e un orfanotrofio, gli improvvisarono una bella danza locale. Il vescovo confessò che era la prima volta che vedeva le suore danzare!








