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Madri indaffarate e mariti sfaccendati

La donna africana vive in condizione di inferiorità rispetto all’uomo. Numerosi aspetti della vita quotidiana sembrano confermare questa opinione diffusa. Alcuni esempi. Anche le bambine frequentano la scuola, ma se si deve scegliere, è la bambina che resta a casa, per accudire ai fratellini o fare i lavori domestici.

2007 5 Donna2È l’uomo che sposa; la donna è sposata e la dote consegnata alla famiglia di lei ha il sapore di un acquisto; in momenti d’ira, il marito rinfaccia alla moglie quanto ha versato per averla... L’infedeltà coniugale è tollerata nel marito, ma non nella moglie, mentre l'Aids è come una spada di damocle sulla sua vita.

Con il cervello di una gallina...

Nei villaggi o in città vediamo molti uomini sfaccendati, mentre le donne dal mattino presto si danno da fare per procurare il necessario alla famiglia. Vediamo le donne portare grossi pesi, e i mariti seguirle a mani libere. Le donne servono il pasto al marito e mangiano solo dopo, insieme ai bambini. Le decisioni sono prese spesso dai mariti, mentre le mogli devono sobbarcarsi il carico economico della famiglia.

Le gravidanze sono bene accettate, ma troppo ravvicinate per essere gradite dalle donne. Sappiamo di percosse subite e sopportate; sappiamo di accuse di stregoneria che colpiscono soprattutto donne anziane, ma anche bambine... Queste e altre cose ci fanno pensare che la donna africana è in condizione di inferiorità e di oppressione.

Anche i proverbi lo confermano: "la donna non ha intelligenza"; al massimo, "ha l’intelligenza di una gallina". A volte, portano in ballo perfino la Bibbia: "taci, tu che hai visto il sole dopo di me; taci, tu che sei uscita dalla mia costola"... In questa condizione, come può una ragazza esprimere felicità per essere nata donna? La "buona notizia" deve essere annunciata tenendo presente che anche nella Bibbia e nei testi del Nuovo Testamento c'è un forte influsso culturale "al maschile".

La fortuna di essere-con la donna

Quanto ho detto finora è vero, ma non è tutta la verità. Anche la cultura e le sue tradizioni vanno lette in profondità per scoprirne gli aspetti migliori, che spesso sono dimenticati. Anche qui, alcuni esempi.

Il popolo kuba nel mito della creazione racconta di un'origine comune: i primi due antenati, un uomo e una donna, furono calati dai cieli con una corda, dalla quale si slegarono e che fu poi ritirata. Nelle lingue dei bantu (la quasi totalità delle etnie dell’Africa centro-meridionale) non esiste il verbo avere, ma due forme del verbo essere: "essere" ed "essere-con". Non si ha moglie o marito; ma si è-con la moglie o il marito o con i figli. Non si ha un gregge; ma si è-con un gregge o con un campo...

Oggi il prezzo della dote è tale che solo i ricchi possono sposarsi. Ma inizialmente la dote era un dono simbolico alla famiglia della futura sposa, un gesto di ringraziamento per averla custodita e fatta crescere: ella infatti apparterrà alla famiglia del marito e l’arricchirà con la sua presenza e il suo inestimabile lavoro.

L’uomo cammina a mani vuote, dietro alla moglie carica di pesi, per poterla difendere in caso di attacco. Se attualmente l’uomo lavora meno della donna, è anche perché sono venuti meno alcuni compiti tradizionalmente a lui attribuiti: la caccia, il disboscamento per creare nuovi campi, la costruzione della casa, la riparazione del tetto di paglia…

La regina dei campi e della casa

La donna coltiva i campi con passione perché coltivare è un altro modo di esprimere la sua arte più profonda: promuovere e far crescere la vita. Nei campi, come nelle file per attingere acqua alla sorgente o quando va al mercato, essa incontra altre donne; ed è un’occasione per chiacchierare, ridere e magari ...ridere anche degli uomini. La loro intraprendenza nel sostenere l’economia familiare a volte rovescia perfino i rapporti in casa, fino a far sentire i mariti umiliati. Anche la cucina è il regno esclusivo della donna e il marito non può entrarvi.

La maternità è un rischio, ma è anzitutto una festa. La donna che esce da casa con il neonato in braccio è una regina. Il marito, anche se povero, comprerà per lei un "pagne", l’abito tipico della donna subsahariana. L’uomo percepisce nella donna un potere speciale, legato alla sua capacità di mettere al mondo i figli. A questo potere è erroneamente legata anche l'accusa di stregoneria. La pratica della poligamia e l’astensione sessuale nella stagione della caccia, un tempo serviva a dare alla donna il riposo necessario, evitandole gravidanze ravvicinate.

La felicità di essere donna

C’è un fatto incontestabile: in condizioni normali, la donna africana esprime gioia. La sua giornata passa tra lavoro nei campi e tanti altri lavori che le permettono di nutrire la famiglia, di porgere ai figli e al marito il necessario alla vita. Tutto questo le dà gioia e fierezza. Senza forse saperlo spiegare, il modo di esistere della donna africana dichiara al mondo che la strada della gioia e della realizzazione personale passa attraverso il dono di sé, anche quando questo dono comporta il rischio e la perdita della vita.

Le missioni cattoliche hanno sempre offerto alle donne e alle ragazze i "foyer". Grazie all’alfabetizzazione, esse possono acquistare uno sguardo critico sulla realtà e sperimentare che la differenza con gli uomini non sta nell’intelligenza, ma nella possibilità di accedere alla scuola. Inoltre, donne e ragazze sono felici di imparare nozioni nuove sul loro essere donna, sulla crescita dei figli, sui modi di cucinare, come meglio gestire la casa e i campi, cucire e ricamare…



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