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La Carovana della Pace, La tappa dai saveriani di Udine

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La carovana missionaria della pace è un'iniziativa promossa dal segretariato unitario d'animazione missionaria. Ha percorso l'Italia dal nord e dal sud, tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Nelle varie tappe in tutta Italia, ha offerto al pubblico proposte concrete per partecipare alla solidarietà umana partendo dalla propria esperienza di vita.

Valori da condividere

Il tema della carovana per il 2008 era "Libera la Parola". Si proponeva di incontrare le realtà locali per la promozione di una cultura di pace, giustizia, legalità e rispetto del creato, facendole interagire con vari testimoni di speranza. Il filo comune dei temi affrontati in tutte le tappe d'Italia è legato alla difesa dell'acqua come bene comune, ai valori della solidarietà e dell'accoglienza nei confronti degli immigrati, da considerare come persone e non solo come forza-lavoro, e al finanziamento all'export delle armi che, secondo i promotori, deve essere fermato.

C'è l'urgenza di riconoscersi in valori condivisi e di riempire di significato e di azione la parola "pace".

Riaffermare che essere costruttori di pace vuol dire fare comunità e operare per la giustizia, avere a cuore la dignità e i diritti di ogni persona, tenere lo sguardo aperto sul mondo, sono tutti aspetti importanti che la carovana del 2008 ha ribadito lungo il suo percorso, concluso a Roma il 4 e 5 ottobre.

Perché vinca la vita

Un gruppo della carovana del nordest ha fatto tappa a Zugliano, alle porte di Udine, ospite del centro di accoglienza e promozione culturale "Balducci". Qualcuno è stato ospite anche della comunità saveriana di Udine, per il meritato riposo notturno e soprattutto per la revisione dell'iniziativa, che si è protratta fino alla mezzanotte. La preghiera mattutina del giorno seguente ha riunito tutti i "carovanieri" per ricaricarsi alla luce della Parola e per prendere forza e coraggio di affrontare le fatiche del nuovo giorno.

La bandiera della pace, che connotava i mezzi di trasporto, e il foulard al collo, ci accomuna tutti: non è per noi un simbolo ideologico; non ha per noi alcuna connotazione politica; ma ci riporta alla nostra umanità ferita dalla guerra. Ci richiama a una spiritualità che, prima ancora di essere cristiana è umana; per noi credenti, ci parla di Dio che ama la vita fino in fondo e sempre.

Seguendo le orme di Gesù, siamo chiamati a entrare in dialogo con tutti, a essere uomini e donne perennemente "in strada" e "in relazione", perché vinca la vita e si costruisca la pace, a piccoli passi, ma senza stancarsi.



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