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L'ingresso definitivo nella famiglia dei missionari saveriani avviene attraverso una cerimonia particolare, durante la quale il candidato si consacra a Dio per sempre attraverso la professione religiosa-missionaria, nelle mani del superiore. Naturalmente, al candidato viene chiesto di motivare questa sua decisione che lo consacra alla missione per tutta la vita.

Mi pare di grande stimolo per tutti, giovani e adulti, conoscere ciò che ha spinto alla vita missionaria il nostro Denis Iurigh, saveriano di S. Giovanni al Natisone, che sarà ordinato sacerdote nel giugno prossimo. Lo scrive lui stesso nella sua lettera al superiore.

"I saveriani sono la mia casa"

Inizio questa richiesta con le parole della "Gaudium et spes": "In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo. Cristo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela anche pienamente l'uomo a se stesso e gli manifesta la sua altissima vocazione". È per questo Cristo, che si incarna per amore, che oggi consacro la mia vita.

Attraverso la grazia e l'amore donatomi da Dio in questi anni, ho potuto conoscere e approfondire la mia chiamata imparando, con l'aiuto della comunità e l'esempio dei confratelli, a seguire più da vicino Cristo crocifisso, vivendo in povertà, castità e obbedienza, nella gratuità, nell'accoglienza, nella disponibilità e nell'amore verso i fratelli.

In questi anni ho chiesto al Signore la capacità di abbandonarmi alla sua volontà e di essere docile all'intervento dello Spirito Santo in me. Ho chiesto al Signore di scrutare il mio cuore, di vagliare tutti i sentimenti che provo per lui, di mettermi alla prova, affinché possa essere trovato degno della sua grazia e diventare testimone autentico della sua risurrezione.

Attraverso l'assiduo contatto con la Parola di Dio e nella preghiera mi sono scoperto figlio di Dio, amato e voluto bene dal Padre. La capacità di Dio di amare e di donarsi, l'intensità di questo amore donato fino alla morte di croce, è luce per me. Mi indica come devo essere, come devo operare, come devo vivere, a che cosa devo fare riferimento, a chi devo ispirarmi. Vivere e sentire la mia chiamata come dono mi fa consapevole che la mia vita non è mia, ma di Dio.

Lo Spirito Santo mi dia il sostegno necessario per poterlo vedere, cercare e amare in tutto e in tutti. Sento la famiglia saveriana la mia casa. Per questo chiedo di farne parte per sempre con la professione religiosa missionaria.

Denis Iurigh, sx

Anche oggi ci sono dei giovani che sanno impegnarsi seriamente per la diffusione del vangelo, in nome di Gesù Cristo, per tutta la vita, con gioia ed entusiasmo.



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