L’incontro tra l’Europa e l’Oriente
Sono anni bui e dopo il Covid, le crisi ambientali, la terza guerra mondiale a pezzi sembra stia diventando una triste realtà che pare soffocare la speranza di un futuro di pace. La sensazione è quella di vivere sempre con il fiato sospeso. Siamo dentro le nostre vite, fatte di gioie, soddisfazioni, problemi e dolori, che però sembrano soffocate da una generale cappa irrespirabile… Umanità, fratellanza, pace appaiono parole e valori appartenenti ad un’élite, quella che non conta, i senza voce nei consessi internazionali. Siamo noi che scendiamo in piazza con le bandiere della pace ma che riceviamo risposte vaghe, sorde, insoddisfacenti. Tutto è conflitto, tutto si spiega solo alla luce di un conflitto, di uno schieramento da non sbagliare. La cultura, lo studio, buone letture e approfondimenti possono aiutarci a capire meglio popoli ed ere che hanno vissuto momenti come i nostri se non peggiori. Ecco quindi una proposta missionaria originale che ci descrive l’amico Carlo Pelliccia.
Il Centro di Studi Civitanovesi, in collaborazione con la cattedra “Pedro Hispano” dell’Instituto Camões presso l’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo e con il patrocinio di alcune istituzioni, tra cui l’Arcidiocesi di Fermo e l’Ordine dei Frati Minori Conventuali, promuove una giornata di studi sulla prima ambasceria giapponese in Europa. Presso il Teatro Cecchetti, a Civitanova Marche (MC), il 30 novembre si ripercorrerà nello specifico la relazione di questo viaggio, scritta dal biografo cinquecentesco Guido Gualtieri. La visita in Occidente fu pianificata dai gesuiti, primi missionari europei a giungere nella Terra del Sol Levante a partire dal 1549 con l’approdo a Kagoshima di San Francesco Saverio. Il promotore fu il teatino Alessandro Valignano, nominato nel 1573 Visitatore generale delle missioni gesuitiche nelle Indie orientali.
L’evento è intitolato La missione Tenshō e le Relationi di Guido Gualtieri: un viaggio tra Portogallo, Spagna e Italia. Vedrà la partecipazione di diversi studiosi, formati in accademie italiane ed estere. Si ricorderà anche la grande tradizione religiosa presente nelle Marche, che generò alla fede il pontefice Sisto V, che coltivò la vocazione alle Indie del gesuita Matteo Ricci e del vincenziano Teodorico Pedrini, entrambi destinati alla Cina, e che accolse i primi Saveriani nel 1947 quando giunsero ad Ancona per fondare una comunità dedita all’animazione vocazionale e missionaria.








