L'angolo del silenzio: L’elemosina ai poveri
L'aiuto materiale che noi doniamo al povero è da considerare una cosa lodevole; ma "l'attenzione al povero", cioè l'attenzione che noi diamo alla sua persona, è un'offerta di valore superiore rispetto alla prima.
Certamente, ogni povero ha bisogno dell'aiuto materiale; ma ciò di cui egli sente più bisogno è sentirsi considerato e accolto come persona... in una società dove egli è costretto a subire continue umiliazioni.
Per una persona che ha fame fisica poter ricevere un aiuto, utile a colmare la fame del giorno, è certamente un gesto di eccellente carità cristiana.
Ma questo atto di misericordia non è in grado di colmare anche la seconda fame del povero, che è la fame del suo riscatto sociale e morale.
Tre atteggiamenti giusti
Allora, ecco tre suggerimenti utili per offrire al povero un duplice aiuto, per colmare sia la fame fisica, sia quella umana.
Il primo atteggiamento è valido per chi cerca di aiutare veramente il prossimo, fin dal primo impatto. Tra i differenti modi di rapportarsi con il povero, che si è annunciato bussando alla porta, potrebbe esserci quello di accoglierlo con un "atteggiamento di fede interiore". Credere cioè che mentre tu stai andando ad aprire la porta a quel povero, stai andando ad aprire la porta non solo a un "povero Cristo", ma a Gesù stesso.
Il secondo atteggiamento nei confronti del povero va tenuto mentre gli offri l'aiuto materiale. Infatti, è importante fargli sentire, nei modi e con le parole, la tua comprensione, il tuo rispetto e affetto fraterno. E cioè, bisogna continuare a credere che tu, in quel momento, davanti a quel povero anonimo, vestito in quel modo, ti trovi veramente davanti a Cristo Gesù.
Il terzo atteggiamento lo pratichi quando consegni nelle mani del povero l'offerta materiale. Devi accompagnarla con un atto di fede e una preghiera intima a Gesù, affinché lui possa rinnovare il miracolo del deserto: aggiungere su quella briciola che tu dai tutte le opportunità materiali e spirituali utili, affinché questo "povero Cristo" ridotto in miseria davanti a te, possa diventare una persona autosufficiente.
In conclusione, voglio dire!
L'esperienza ci dice che il povero apprezza ogni tipo di aiuto, ma il gradimento dell'aiuto umano e spirituale, cioè l'aiuto fatto con il cuore, è molto superiore a quello materiale.
Quando un povero bussava alla sua porta per un tozzo di pane, la signora Teresina, madre di un missionario, lo invitava in cucina, davanti al focolare, e mangiava con lui: "Il boccone va giù meglio, se si mangia al caldo e in compagnia!", diceva. Fa' anche tu così.








