Io prego, loro pregano…
P. Antonio Serrano, saveriano spagnolo, da dieci anni è missionario in Ciad. Ora, lavora come direttore della radio diocesana “Terre Nouvelle”, a Bongor.
È notte. Esco dalla radio alla fine della giornata e vado al panificio ad acquistare un po’ di pane per la comunità saveriana. Gli impiegati, musulmani, pregano. Anche un ragazzo si prepara per la preghiera ma prima mi serve e mi chiede: “Preghi anche tu?”. “Certo - rispondo - ma in un altro modo”. Il suo volto s’illumina con un grande sorriso. “Pregare fa bene”, conclude. Questa notte lui ha pregato per me ed io per lui.
Luce in mezzo alle tenebre
La preghiera comune si svolge nella prigione, con cristiani, cattolici e protestanti insieme, attraverso la pagina del vangelo che ci dice di amare i propri nemici. Dopo aver ascoltato il brano, il silenzio diventa pesante. Uno dei prigionieri si alza e dice: “Io desidero che quelli che mi hanno fatto entrare in galera muoiano in un incidente. Ma questo vangelo mi fa riflettere sul mio atteggiamento”. Un altro ribatte: “Sono qui per colpa di mio zio e ho desiderato il peggio per lui; ma credo in Gesù e confido nella sua Parola. Pregherò per lui”. Luce in mezzo alle tenebre.
La ruota bucata della bicicletta
Devo celebrare l’Eucarestia a dodici chilometri da casa. Vado in bicicletta. Al ritorno, a quattro chilometri da casa, mi trovo la ruota bucata. Continuo a piedi. Un altro ciclista, musulmano, mi saluta e s’interessa alla mia situazione, ma non ha niente per riparare la ruota. Grazie comunque!
Quando mi manca solo un chilometro, il conducente di una moto-taxi mi dice di avvicinarmi. Parla solo arabo e anche lui è musulmano. Ha tutto per riparare la ruota e, infatti, lo fa velocemente.
Proprio quel giorno, avevamo letto in chiesa il vangelo della Provvidenza: nessuna preoccupazione, la vicinanza di Dio si manifesta anche tramite i musulmani.
Un sandalo a testa…
Venerdì, com’è noto, è il momento più importante della settimana per i musulmani. Mi trovo alla fermata del pullman e lì ci sono alcuni rubinetti, dove i musulmani si purificano prima della preghiera. Anche due bambini si sono lavati, ma c’è un problema: uno di loro non ha i sandali e dunque i suoi piedi scalzi si sporcheranno di nuovo.
L’altro trova la soluzione in fretta. Lascia uno dei suoi sandali all’amico, si prendono per mano e vanno alla preghiera saltando sul piede coperto con la scarpa. Geniale!
La rinascita di una donna
Una domenica, avevo finito di celebrare l’Eucarestia in parrocchia, a cui aveva partecipato tanta gente. Una signora entra nell’ufficio e chiede il sacramento della riconciliazione. L’aveva ricevuta l’ultima volta 17 anni prima. Dopo la sua confessione, riceve l’assoluzione e le dò la mano per salutarla. Lei la prende nella sua e la tiene stretta. Non fa forza, ma è evidente che vuole che la mia mano continui a trattenere la sua.
Comincio a pensare male, ma lei è tranquilla, concentrata nella sua preghiera.
Il tempo passa. Quanto? Non lo so, forse cinque minuti. Alla fine lei sembra svegliarsi, mi ringrazia e se ne va, ma il suo ricordo resta con me. Posso dire che ho visto rinascere quella donna.







