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In Africa: il senso della fede nella vita della gente, Congo

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Congo: le consolazioni del missionario

Lo riconosco. Noi missionari parliamo spesso di guerre, violenze, situazioni umanitarie disastrose. Parliamo poco della nostra vita missionaria ordinaria e di tutto quello che è, di fatto, il centro e il cuore del nostro essere qui, tra la gente. Forse è anche comprensibile, dato che siamo spesso in situazioni di emergenza, spesso veramente drammatiche. Eppure, proprio nei momenti più difficili e tragici, vi assicuro che la nostra esperienza missionaria ha momenti traboccanti di gioia e di consolazione. Quali sono questi momenti? Eccone alcuni.

Le nostre gioie quotidiane

Prima di tutto, ci sono le piccole consolazioni di ogni giorno. Quando sento dirmi un grazie… che sale dal profondo del cuore di gente alla quale non ho potuto dare nient’altro che una parola buona di incoraggiamento. Oppure semplicemente, quando sento i bambini chiamare “padiri, padiri! - padre, padre!”, con l’entusiasmo e la gioia per avermi riconosciuto, quando passo in mezzo alle loro case. O quando due o tre frugoletti che stanno giocando, piantano lì tutto e mi vengono incontro a darmi la mano, fieri e impettiti come se si trattasse di andare a salutare un grande del G-7, con un sorriso che vale… la stella polare!

Oppure, quando entro in una di quelle capanne buie e spoglie di tutto, dove trasuda la miseria e la malattia, per portare i sacramenti a un vecchietto che giace sulla terra battuta, protetto solo da una misera stuoia e qualche straccio. Eppure sento che mi accoglie con grande gioia; vedo che segue la mia parola e i miei gesti con fede intensa, e mi ringrazia con cuore sincero solo perché sono andato a trovarlo…

Ecco, tutte queste sono le grandi gioie quotidiane di noi missionari, per le quali vale la pena essere qui.

La Messa dei ragazzi ...scatenati

Provo la stessa consolazione missionaria anche in molti momenti pastorali che mi riempiono il cuore di gioia interiore. Tra questi, metto la celebrazione della Messa. Le Messe festose della domenica e quelle feriali, più semplici ma ugualmente vive, nelle comunità dei villaggi più lontani. Senza parlare delle celebrazioni più solenni delle grandi feste.

Alla domenica mi tocca spesso la Messa dei ragazzi. Ma lo stesso discorso vale anche per la Messa degli adulti, la più corale, popolare e partecipata; e lascio a voi immaginare come sia la Messa dei giovani! Immaginate un’Eucaristia domenicale con oltre 300 ragazzi attenti, gioiosi, pronti a scatenare tutto il loro entusiasmo nel canto o nell’omelia dialogata, al minimo tocco di bacchetta magica... Sono guidati da una ventina di giovani provenienti dalle varie comunità di quartiere, affiancati da una cinquantina di adulti. Ma i protagonisti sono loro, i ragazzi: per leggere, per cantare, per pregare, per servire… Fanno tutto loro.

Vi inviterei volentieri a partecipare almeno una volta, e allora capireste al volo cosa voglio dire. Insomma, è una pacchia, uno spasso, un teatro, una partita allo stadio... È una celebrazione di festa che riempie le orecchie, gli occhi, la mente, e soprattutto il cuore! I canti, le preghiere, le danze, i botta e risposta... Tutto fa esplodere la loro voglia di vivere, fraternamente felici. Insomma, vi confesso che me la diverto un mondo ogni domenica. Ne esco fuori stanco e sudato, ma con il cuore gonfio!

Anche la preparazione è seria

Ogni sabato pomeriggio, il piazzale davanti alla chiesa e tutti i locali disponibili della parrocchia pullulano di gente, con i vari gruppi  di giovani, di adulti e di ragazzi, ognuno con una mansione diversa: cantare, leggere, animare, accogliere, servire, danzare… Tutti preparano la loro Messa.

Naturalmente ci sono giorni più e giorni meno, come dovunque al mondo. Ma ogni celebrazione cerchiamo di preparala e di curarla bene con gli animatori. E dopo ogni Messa, abbiamo ancora un incontro con gli animatori: valutiamo insieme come è andata la celebrazione e cerchiamo di crescere insieme e di migliorare.

Dio merita tutto questo, e molto di più.



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