Il segreto del missionario, Un anno di grazia del Signore
Ho trascorso più di un anno nella comunità di Gallico. È stato per me “un anno di grazia del Signore”. L’ho assaporato fino in fondo e posso affermare che il Signore mi è stato favorevole. Dopo aver terminato gli studi teologici a Parma, sono arrivato qui per fare un anno di animazione pastorale e completare la mia formazione, prima di consacrarmi in modo definitivo al Signore.
Lo stile di vita calabrese
Ho imparato ad amare la cultura e la terra calabrese, insieme alla sua gente. Quest’esperienza mi ha molto arricchito. Ho incontrato persone che hanno una fede profonda in Dio e mi hanno fatto crescere nella capacità di ascoltare e apprezzare realtà diverse. Questo mi ha fatto bene. Mi ha fatto capire che sono chiamato ad essere missionario ovunque.
Il popolo gallicese ha una grande devozione alla Madonna della Grazia. Ho visto tante persone in ginocchio, con lo sguardo verso la Madonna, affidarsi alla sua materna intercessione. Ho scoperto il meraviglioso valore della famiglia, che è molto allargata, rispetto ad altre regioni d’Italia.
Ho provato la generosità e l’allegria del popolo calabrese, caratteristiche del loro stile di vita.
Veramente, è stato un anno meraviglioso. Ho ricevuto tante grazie dal Signore; e lo ringrazio di cuore. Ringrazio anche la comunità saveriana di Gallico, dove ho vissuto come in una vera famiglia, e tutte le persone con cui ho condiviso un tratto del cammino della vita.
Rimanere e andare...
Nella consacrazione religiosa missionaria secondo il carisma saveriano, chiedo al Signore la forza di dedicare tutta la mia vita al vangelo là dove sarò mandato. Tra poco partirò per il Brasile, per essere ordinato sacerdote in aprile. Gesù mi chiede di rimanere nel suo amore. Ne sono convinto: solo rimanendo nell’amore di Gesù, potrò andare in tutto il mondo ed annunciarlo a chi ancora non lo conosce.
“Rimanere e andare”: sembra quasi un paradosso, un controsenso, due verbi che non stanno insieme.
Ma proprio qui sta il segreto del missionario. Questi due verbi sono armonizzati dalle parole del beato Conforti: “il missionario è un contemplativo in azione”. Questa è la mia vocazione: essere unito a Cristo nella contemplazione della sua vita, per andare in tutto il mondo e annunciare il suo amore. Partendo in missione, cercherò di amare tutti, vedendo Dio, amando Dio e cercando Dio in tutto.
Spero così di contribuire a “fare del mondo una sola famiglia”, come sognava il beato Conforti. Il Signore ci è sempre favorevole.








