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Il nostro Dio, imprevisto e fedele - Ripercorrendo un po’...

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In questi anni sono successe tante cose nella nostra vita. Dalla partenza per la missione in Brasile al rientro, fino alla nuova recente ripartenza: la nascita del terzo figlio, Giovanni. Effettivamente, Dio è sempre all'opera..., e in ogni momento colora il nostro quadro con qualche pennellata in più, per rinnovarlo e renderlo più  bello.

Ce ne rendiamo conto proprio nei momenti in cui ci fermiamo e guardiamo indietro. Perciò è importante fermarsi e trovare il tempo per ripercorrere la propria storia e riconoscere in essa i segni della presenza di Dio. Un Dio fedele, che mai ci abbandona, nonostante si passi per avversità, dolore e fatica.

Prima di partire e poi...

Alessandro - Ripensando a questi ultimi anni, mi viene in mente una parola: "fedeltà paterna". Dio ci ha accompagnato sempre in modo fedele. Anche quando, prima di partire, sembrava che non si riuscisse a concretizzare nulla. Quando, nonostante il nostro impegno umano, tutto sembrava impossibile... E invece, nel momento in cui ci siamo affidati a lui, improvvisamente le strade si sono aperte.

Fedeltà anche quando è stato difficile condividere la nostra scelta con i genitori, che facevano fatica a capire e accettare il dolore del distacco. Fedeltà quando al lavoro ho chiesto l'aspettativa di un anno per andare in missione... con i tempi che corrono! Anche lì, la mano di Dio ha disposto le cose affinché tutto si appianasse.

E poi in missione... Qui la fedeltà di Dio è stata per noi di cordiale sostegno: se ci ha voluto qui, in questo luogo e in mezzo a questo popolo, un motivo ci sarà...! In fondo il nostro "stare in missione" non è stato altro che un condividere e testimoniare che il Dio-fedele non abbandona: chiama, invia, rilancia, apre nuove sfide, ma resta sempre con noi. Sempre, in ogni luogo e dentro ogni nuova sfida. A noi, rispondere "sì" e affidarci a lui.

E una volta rientrati, ci ha riaccolti tanta ricchezza di umanità, tante amicizie nuove, la fedeltà della famiglia... fino all'ultima sfida, inattesa ma egualmente accolta con gioia: l'arrivo di Giovanni!

L'imprevisto è in agguato

Alessandra - In questi anni abbiamo avuto spesso a che fare con l'imprevisto, anche se ricordo che già ai tempi dell'università (vent'anni fa!) avevo coniato il detto: "L'imprevisto è sempre in agguato!". Penso che in realtà l'imprevisto tocchi la vita di tutti, nessuno escluso; nemmeno chi vorrebbe avere tutto sotto controllo.

Mi sono imbattuta in una preghiera a "Dio dell'imprevisto". In effetti, come dice il salmo, "le tue vie non sono le nostre vie; i tuoi pensieri non sono i nostri pensieri". Ci vuole fede a crederlo, ma la fede viene sempre ricompensata!

Voglio condividere con voi le parole scritte da un sacerdote: "Nessuna chiamata divina prevede un addestramento previo. Sono avventure a scatola chiusa, bizzarrie di un Dio che ama sfidare l'imprevisto, schizzi di uno Spirito che s'addentra nelle fessure del quotidiano. Perché essere amici di Lui non significa essere raccomandati, ma servi, cioè l'esatto opposto. Una fregatura, insomma; oppure la più sublime delle possibilità. Perché in un mondo di schiavi che si pensano liberi, l'unico modo per essere veramente liberi è diventare servi del Signore: servi per amore!" (don Marco).

Parole grosse, a leggerle... Eppure, il nostro Dio davvero si addentra nelle fessure del quotidiano. Ce ne rendiamo conto ancor di più in questo periodo di Avvento e Natale. Un Dio incarnato nel quotidiano, un Neonato, poi Uomo; non un Dio astratto e lontano, ma un Dio "qui e ora". Forse per questo, tanto difficile da credere!

Un abbraccio affettuoso

Chiediamo al Signore la grazia di saperlo riconoscere nella nostra vita quotidiana: la chiediamo per ognuno di noi e di voi, cari lettori e lettrici, con cui siamo ormai un po' famigliari... Questo è il nostro ultimo "pezzo" su questa rubrica, durata due anni. Come vola il tempo! Speriamo di non avervi annoiato.

Abbiamo cercato di raccontare aspetti della nostra vita reale, nella quale ci sforziamo di coltivare una "tensione" missionaria. Vi abbracciamo con affetto, ringraziando anche il direttore di "Missionari Saveriani" per l'opportunità che ci ha dato di raccontarci, "obbligandoci" a prendere il tempo per riflettere sulle nostre vite... Un tempo che difficilmente troviamo, anche quando ne abbiamo tanto bisogno.

Felice Santo Natale!

Alessandra e Alessandro - con: Francesco, Miriam e Giovanni.



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