Un altro rientro in Africa, Impressioni dopo tre mesi di vacanza
Padre Giuseppe Dovigo ha trascorso alcuni anni nella comunità saveriana di Desio. Ha girato in molte parrocchie della Brianza e ha accompagnato il gruppo degli animatori missionari nel decanato di Lissone. La nostalgia della missione in Africa l'ha riportato nuovamente in Congo. Le sue lettere mensili, in cui racconta la missione, sono sempre attese da tutti. Qui pubblichiamo il suo racconto del viaggio di ritorno a Bukavu.
Poche ore sono sufficienti per passare dall'Italia in Africa. Ma quale differenza di cultura, di servizi sociali, di livello di vita! Occupo le tre ore di attesa nel grande aeroporto internazionale di Addis Abeba tra la lettura, un riposino e il desiderio di osservare il continuo via-vai di persone di tutti i continenti, età e lingue. Una finestra sul mondo.
Il passaggio della frontiera
C'è proprio di tutto: uomini e donne con lunghe e larghe tuniche, diretti a La Mecca; donne in nero ricoperte da capo a piedi; due fratellini etiopi adottati da giovani sposi europei; cinesi in giacca e cravatta; turisti diretti in Kenya; volontari internazionali; qualche raro prete africano e due religiose in abito blu...
Alle 9 e 30 salgo sull'aereo che mi condurrà a Bujumbura (Burundi), passando per Nairobi. Al nostro arrivo a Bujumbura trovo l'accoglienza premurosa di p. Faustino Turco, il superiore dei saveriani in Congo. Alle 17 attraversiamo senza difficoltà la frontiera del Congo. Siamo ospitati nella casa saveriana, in riva al lago Tanganika, a solo quattro chilometri dal confine con il Burundi.
L'Italia è già lontana
Le vie del cielo non hanno buche (eccetto qualche raro vuoto d'aria), ma quelle della terra sì, e in abbondanza. Il giorno dopo partiamo da Uvira alle 6 del mattino per arrivare dopo 125 chilometri a Bukavu alle 12,45. Dopo i sessanta chilometri di asfalto nella pianura accanto al fiume Ruzizi, arriviamo sulla strada di montagna, in terra battuta, non sempre agevole specie nella stagione delle piogge.
L'arrivo alla casa dove vivono i nostri studenti saveriani a Bukavu è gioioso: abbracci per gli studenti dello scorso anno e un primo saluto ai nuovi arrivati per il primo anno di filosofia. L'Italia è già lontana!
A sera, però, prima di addormentarmi, ripenso al tempo passato. Rivedo persone, luoghi, accoglienze, affetti, visite, incontri, eventi anche dolorosi, doni per la missione. I ricordi sono accompagnati da sentimenti di riconoscenza ed emozione, da un senso d'inadeguatezza per dire "grazie!" a tutti.
Nei giorni seguenti, sono già immerso nelle piccole difficoltà della mia attività e nei grandi problemi del paese. Riprendo le mie attività come economo e cappellano, e l'animazione missionaria nella diocesi di Bukavu.








