Il fondamento dell’amore
Nella storia dello studentato saveriano di Parma, la parrocchia di Cristo Risorto, fondata dal compianto don Luciano Scaccaglia, ha visto il passaggio di tanti studenti saveriani. In questa “parrocchia missionaria”, grazie al parroco don Mario Ghirardi, agli animatori, ai catechisti e alla gente, anch’io ho avuto l’opportunità di maturare la fede cristiana e la vocazione missionaria.
Donare amore comporta rischi
Nell’anno dedicato alla misericordia, con Angelica Barusi, Sara Corradi, Veronica Grosso, Francesco Grisenti, David Genovesi e altri, abbiamo meditato sull’amore come sorgente, sostegno e finalità delle nostre relazioni con il prossimo e con Dio.
Siamo partiti dall’amore come legame con Dio e con il prossimo durante il periodo dell’avvento e del Natale, passando per l’amore come perdono da dare e da ricevere durante la quaresima, per arrivare all’amore come esperienza della realizzazione delle promesse di Dio nella nostra vita durante la Pasqua.
Sara racconta. “Ho capito che esistono diversi tipi di amore, che non tutto quel bene che abbiamo attorno a noi è amore, che molto spesso confondiamo l'amore per il corpo con l'amore vero che si trova in Gesù.
Ho capito che le relazioni sono fondate su bilanciamenti: ciò che non so fare io, lo saprà fare l’altro. Sono consapevole che donare amore comporta sempre dei rischi, ma si deve amare e perdonare senza stancarsi”.
I chierichetti e il catechismo
Un’altra bella esperienza è stata aiutare il parroco a celebrare la Messa la domenica con i chierichetti. Era bello vedere la gioia con cui svolgevano il servizio dell’altare, nonostante qualche timidezza o paura iniziali. Dopo la prima esperienza, non si sono più tirato in dietro. Una ragazzina mi ha detto: “Quando faccio il chierichetto sono felicissima, mi piace tanto perché all’altare non mi manca il sorriso e la gioia, sento che Gesù mi ama”.
L’esperienza della catechesi con Margherita Barusi, Stefania Santoro, Andres Cebalos Ramirez e Andrea Iuliano è stata un’altra occasione per riconoscere quanto i bambini siano i soggetti privilegiati della misericordia. Abbiamo provato a diffondere il seme della fede che, speriamo, fiorirà pian piano in loro. “Prendersi cura dell’altro, come ci si prende cura di una pianta”. Infatti ai ragazzi è stato donato un seme di fagioli da curare per due settimane. Mi ricordo la gioia di una ragazzina che mi presentava la sua pianta di fagioli sbocciata. La sua felicità diceva che la misericordia si sperimenta nel prendersi cura, nel dare se stesso per il bene dell’altro.
Qui e ora il vangelo raduna!
I ritiri con i ragazzi, l’incontro una volta al mese con il gruppo dei giovani, il fermarsi per due chiacchiere dopo la Messa, sentirsi accolti, constatare quanto i saveriani siano stimati nella parrocchia, scoprire che il vangelo crea legami di amicizia… tutto questo mi fa pensare che davvero, a partire dall’amore, è possibile vivere l’ideale di san Guido Conforti: “fare del mondo una sola famiglia”.
Ringrazio Gesù per aver avuto la grazia di sperimentare di nuovo, in quest’anno, nella mia vita e in quella degli altri, quanto è buono il Signore.







